Locatelli: in Italia si potrà raggiungere l'immunità di gregge in estate

Locatelli: in Italia si potrà raggiungere l'immunità di gregge in estate

Per il presidente del Consiglio superiore di sanità la campagna vaccinale anti Covid è partita in modo convincente nel nostro Paese

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© Riccardo De Luca / AGF - Franco Locatelli

AGI - L'immunità di gregge in Italia si potrà raggiungere in estate. È la stima che Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, fa a 'Che tempo che fa', su Raitre. "Io sono per natura ragionevolmente ottimista: sarà un fenomeno progressivo e riusciremo ad avere questa immunità di comunità quando riusciremo a vaccinare il 70% dei residenti. Ovvero entro il terzo trimestre", afferma Locatelli. In Italia "la campagna vaccinale è partita in modo assolutamente convincente", sostiene. "Siamo il primo Paese europeo e il sesto al mondo per numero di vaccinazioni somministrate". "In alcune giornate siamo riusciti a vaccinare quasi 90.000 persone - rivendica - e questo documenta l'efficacia della campagna vaccinale messa in atto nel paese".

Per Locatelli il ritardo da parte di Pfizer "potrà provocare un rallentamento", ma crede che ci sarà "un recupero da parte dell'azienda". Il numero di dosi, comunque, "non sarà più un problema con l'approvazione degli altri vaccini". 

"Dopo aver discusso sulla situazione epidemiologica del Paese in collegamento alla riapertura delle scuole, il comitato tecnico scientifico ha ribadito che riprendere la didattica in presenza è assolutamente fondamentale per la strutturazione della personalità e anche per la psicologia e di abitudine della convivenza in un gruppo degli adolescenti, anche in un'ottica di salute globale", precisa poi. "I presidenti di giunte regionali se lo ritengono rispetto alle loro realtà possono prendere delle scelte diverse - continua nel ragionamento Locatelli - ma da parte nostra sottolineiamo che in una prospettiva di sanità pubblica globale si deve tener presente anche la salute psicologica e la formazione delle future generazioni del Paese". 

"Con le misure prese durante le festività natalizie siamo riusciti a mantenere la situazione dei contagi sotto controllo", afferma, sostenendo che per chi opera in sanità la vaccinazione "rappresenta una sorta di prerequisito" perché i pazienti devono avere "la certezza di non entrare in contatto con personale sanitario che potrebbe essere infetto". "Anche coloro che si sono già infettati vanno vaccinati perché non sappiamo quanto dura l'immunità", sottolinea.