Come agisce il vaccino di Moderna che 'educa' le difese

Come agisce il vaccino di Moderna che 'educa' le difese

A base di Rna messaggero, contiene istruzioni genetiche per costruire una proteina del coronavirus, nota come spike

Vaccino Moderna Rna messaggero difese

© STR / NurPhoto / NurPhoto via AFP
- Il vaccino Moderna

AGI - Come quello di Pfizer BioNTech, anche "mRNA1273", il vaccino sviluppato da Moderna in collaborazione con il National Institute of Allergy and Infectious Diseases '(NIAID) diretto da Anthony Fauci, è a base di Rna. Si tratta di una tecnologia particolarmente innovativa che vede il suo debutto ufficiale proprio con i vaccini anti Sars-CoV2 e che è stata inserita tra quelle finaziabili dal Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda).

Il vaccino, le cui prime 47mila dosi sono arrivate oggi in Italia, contiene istruzioni genetiche per costruire una proteina del coronavirus, nota come spike. Quando viene iniettato nelle cellule, il vaccino fa sì che queste producano proteine che poi vengono rilasciate nel corpo e provocano una risposta dal sistema immunitario.

Nel corso delle sperimentazioni, che sono state condotte su un campione di 30.000 persone arruolate il 22 ottobre 2020 negli Stati Uniti, i ricercatori hanno somministrato due dosi di vaccino a distanza di 28 giorni l'una dall'altra. Il vaccino ha dimostrato di essere molto efficace nel contrastare le infezioni da Sars-CoV 2 (il 94,5 per cento) e di inibire ogni forma grave della malattia con un'efficacia del 100 per cento.

Lo sviluppo del vaccino ha visto coinvolti due distinti gruppi di ricerca: uno pubblico, presso l'NIAD, guidato da Kizzmekia Corbett che ha messo a punto la strategia e ha caratterizzato sotto il profilo molecolare il target verso il quale rivolgere il vaccino - la proteina Spike del virus -, e uno privato, presso la start-up biotecnologica Moderna guidato da Melissa Moore e con il contributo di Michelle Lynn Ann che ha permesso di mettere a punto gli algoritmi necessari per disegnare con precisione la molecola di Rna cuore del vaccino.

Le tappe della sperimentazione

I primi decisivi test, quelli cioè che hanno valutato la sicurezza del vaccino sono stati invece condotti sotto la supervisione di un'altra donna, Lisa A. Jackson del Kaiser Permanente Health research Center di Washington.

  • Il primo lotto clinico, finanziato dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, è stato completato il 7 febbraio 2020, meno di un mese dopo la pubblicazione delle sequenze genetiche del virus Sars-CoV 2 da parte dei ricercatori cinesi ed è stato spedito al National Institutes of Health (NIH) il 24 febbraio, 42 giorni dalla selezione della sequenza.
  • La prima dose di vaccino è stata somministrata il 16 marzo, 63 giorni dalla selezione della sequenza, al primo volontario che ha partecipato allo studio di fase 1 condotto da NIAID.
  • Quindi il 12 maggio la FDA ha concesso la designazione Fast Track del vaccino Moderna COVID-19 e il 29 maggio, è iniziato lo studio di fase II su pazienti due distinti coorti di pazienti: una con età tra i 18 e i 55 anni, (circa 300 persone) e una, sempre di 300 persone, di anziani con età pari o superiore ai 55 anni.
  • L'8 luglio, lo studio di fase 2 ha completato l'arruolamento.
  • I risultati delle sperimentazioni sono stati via via pubblicati sulla rivista peer review New England Journal of Medicine.
  • Il 30 novembre Moderna ha annunciato l'analisi di efficacia primaria dello studio di fase 3 del vaccino condotto su 196 casi. Lo stesso giorno ha anche reso noto di aver presentato istanza di autorizzazione all'uso di emergenza presso la FDA statunitense e un'autorizzazione all'immissione in commercio condizionale (CMA) presso l'Agenzia europea per i medicinali.
  • I test sugli adolescenti

Il 10 dicembre Moderna ha iniziato il reclutamento per la sperimentazione del vaccino anche per gli adolescenti con età compresa tra i 12 e i 18 anni. Il 18 dicembre la FDA ha autorizzato l'uso d'emergenza del vaccino Moderna Covid-19 in individui di età pari o superiore a 18 anni.

La scorsa settimana il via libera in Europa dell'Ema, e poi dell'Aifa nel nostro Paese. Il vaccino è stato ampiamente sostenuto dai fondi pubblici americani. In primo luogo dal programma Barda, che ha garantito una copertura di 955 milioni di dollari che sono andati a finanziare tutti i costi sostenuti per la sperimentazione a cui si aggiungono altri 1.525 milioni di dollari del governo federale per l'acquisto e la fornitura di 300 milioni di dosi di vaccino.