"La pandemia impone unità anche alla politica". Il monito del Papa

"La pandemia impone unità anche alla politica". Il monito del Papa

L'intervista del Pontefice al Tg5: "Se i politici sottolineano più l'interesse personale dell'interesse comune, rovinano le cose"

covid papa intervista

© REMO CASILLI / POOL / AFP 
- Papa Francesco

AGI - La pandemia impone unità anche alla politica. Lo ha detto Papa Francesco in una intervista al Tg5. "La classe dirigenziale ha il diritto di avere punti di vista diversi e anche di avere la lotta politica. È un diritto: il diritto di imporre la propria politica. Ma in questo tempo si deve giocare per l'unità, sempre", sono state le sue parole, "In questo tempo non c'è il diritto di allontanarsi dall'unità. La lotta politica è una cosa nobile, i partiti sono gli strumenti. Quello che vale è l'intenzione di fare crescere il Paese. Ma se i politici sottolineano più l'interesse personale dell'interesse comune, rovinano le cose".

 Aerei che partono in massa per evitare il lockdown annunciato: "Questo è uno scandalo perché non si pensa più agli altri e alla comunità. In più è stata anche una mossa suicida. Con le spiagge piene, il contagio lì è stato terribile".

"L'aborto è cancellare una vita umana con un sicario"

"È giusto cancellare una vita umana per risolvere un problema, qualsiasi problema? No, non è giusto. È giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Uno che uccida la vita umana? Questo è il problema dell'aborto. Scientificamente e umanamente", ha aggiunto il Pontefice. "Non dimentichiamoci di una brutalità che succede in questa nostra cultura: noi possiamo dire che questa è la cultura dello scarto. Quello che perde l'utilità", ha aggiunto, "si scarta. Si scartano tante cose: è la cultura dello scarto. Le persone che non sono utili si scartano. Si scartano i bambini, non volendoli, o mandandoli al mittente quando si vede che hanno qualche malattia, o quando semplicemente non sono voluti: prima della nascita si cancellano dalla vita".

Papa Francesco non dà per sicura la sua visita in Iraq, prevista per marzo. A causa del Covid, ha detto, "ho dovuto cancellare viaggi, a Papua Nuova Guinea e Indonesia, cancellati totalmente. In coscienza io non posso provocare assembramenti, no? Adesso non so se il prossimo viaggio in Iraq si farà", sono state le sue parole.