A Novara assessore e restauratrice sono diventate viticultrici

A Novara assessore e restauratrice sono diventate viticultrici

Insieme hanno fondato l'azienda 'I dof mati', che in dialetto significa le due ragazze. Partite da una vigna comprata all'asta hanno via via rilevato vigneti abbandonati e ora producono vino di qualità

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 Sara Paladini e Valentina Cometto

AGI - C'è chi, per immaginare una "seconda vita" si rifugia nella virtualità di un videogioco. C'è chi invece, la propria 'second life' la costruisce con scelte coraggiose e una buona dose di sudore della fronte.

Sara Paladini oggi ha 41 anni. Novarese di famiglia pugliese, studi di medicina lasciati per dedicarsi alla sua grande passione, la politica. Tra il 2011 e il 2016 è stata assessore al commercio, turismo e attività  produttive del Comune di Novara.

“Durante quell’esperienza – racconta – ho scoperto un mondo, quello dei produttori agricoli della nostra terra. Il riso, il vino, il gorgonzola. Per cinque anni ho lavorato con loro per promuovere questi gioielli. E mi sono innamorata”.

Così, finita l’esperienza in assessorato, ha deciso di passare dall’altra parte. Nell’agosto del 2016 è nato il progetto "I dof mati", che nel dialetto della bassa Sesia significa le due ragazze, nome scelto per l’impresa agricola avviata con Valentina Cometto, anche lei alla ricerca di una seconda vita professionale dopo essersi dedicata per anni al restauro. 

Gli acquisti dei terreni

Un primo piccolo appezzamento di vigna già attivo acquisito all’asta, e poi via via, come in un mosaico l'acquisto di oltre sei ettari di terreno, lungo il dorso di una collina tra Ghemme e Sizzano.

"Vigneti storici – raccontano le due socie – che erano stati abbandonati ed erano incolti da anni. Li abbiamo fatti rivivere impiantando i vitigni tipici delle nostre zone. Poi abbiamo acquisito da un fallimento una cantina e abbiamo cominciato la nostra nuova avventura".

"I dof mati" produce Vespolina doc - che nell’etichetta disegnata da Valentina è stato battezzato "Bona" in ricordo di Bona di Savoia, sposa nel 1467 di Galeazzo Maria Sforza duca di Milano e garante della pace tra i Savoia e i gli Sforza sancita proprio a Ghemme – e da quest'anno il pregiato Ghemme, che ha bisogno di riposare in barrique per circa tre anni.

La politica però è una malattia troppo forte per liberarsene da un giorno all’altro. Così Sara Paladini continua la sua esperienza di consigliere comunale a Novara, oggi all’opposizione, e si prepara alle elezioni del 2021. Un mix davvero curioso. 

A ottobre, quando Sara e Valentina hanno vendemmiato, in mezzo ai filari si potevano incontrare esponenti politici di destra e di sinistra, amici ed avversari, lavorare sodo insieme per una domenica fianco a fianco nel paesaggio dolce e forte delle Colline Novaresi. Un piccolo miracolo, che solo grazie ad un bicchiere di ottimo vino si può realizzare.