In Irpinia parte uno screening di massa per 'spegnere' il focolaio

In Irpinia parte uno screening di massa per 'spegnere' il focolaio

Così l'Asl di Avellino intende evitare che a Rotondi si accenda un focolaio di Covid, dopo il funerale di una persona risultata positiva post mortem. Sono almeno 80 le persone in isolamento, compreso il parroco del paese

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AGI - Uno screening di massa che comincia oggi. Così l'Asl di Avellino intende evitare che a Rotondi si accenda un focolaio di Covid, dopo il funerale di una persona risultata positiva post mortem. Sono almeno 80 le persone in isolamento, compreso il parroco del paese, monsignor Angelo Gallo, che dopo le esequie di sabato scorso ha continuato a celebrare funzioni e a confessare i fedeli. La madre del defunto, risultata positiva nella serata di lunedì, si trova ricoverata in terapia intensiva nell'ospedale di Avellino, dopo aver avuto un infarto.

Sulla catena di errori che potrebbero aver innescato il focolaio, interviene il fratello dell'uomo deceduto, che ricostruisce la vicenda. "Nessuno in famiglia era a conoscenza della positività di mia madre - spiega Giuseppe Crispino - ho constatato che mia madre non stava bene e non riusciva a parlare. Ho fatto intervenire la Guardia medica che l'ha visitata e mi ha detto che il ricostituente che le aveva prescritto il suo medico di famiglia andava bene".

Preoccupato per le condizioni dell'anziana madre, Crispino ha prenotato il tampone per lunedì, ma domenica scorsa, al rientro dal funerale la donna è svenuta ed è stata portata in ospedale dal 118. Lì è stata riscontrata la positività al coronavirus.

"Attualmente io e le persone che siamo state a stretto contatto con mia mamma siamo in quarantena in attesa di fare il tampone e stiamo tutti bene. Vi chiedo scusa se la morte di mio fratello ha recato disagio a qualcuno", dice infine.