Il Ministero degli Esteri non risponde ai pm di Bergamo sull'Oms

Il Ministero degli Esteri non risponde ai pm di Bergamo sull'Oms

I magistrati vogliono sapere se esista un divieto di testimoniare per i funzionari dell'agenzia Onu che godono dell’immunità diplomatica coinvolti nella vicenda del piano pandemico. E' atteso in particolare il 'via libera' per Francesco Zambon, l'uomo a cui Ranieri Guerra avrebbe chiesto di 'taroccare' la data del piano pandemico

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Tedros Adhanom Ghebreyesus (Oms)

AGI  Ancora nessuna risposta da parte del  Ministero degli Esteri alla Procura di Bergamo che ha chiesto, nei giorni scorsi, di sapere se esista un divieto di testimoniare per i funzionari dell’Oms che godono dell’immunità diplomatica.

Risposta cruciale per poter convocare come persona informata sui fatti Francesco Zambon, l’uomo a cui, stando a una serie di mail, Ranieri Guerra, il numero due in Europa dell’organizzazione, disse di correggere la data del piano pandemico da 2006 a 2016, per non far emergere l’inattualità del documento e, dunque, l'impreparazione dell'Italia.  

Sul tema del piano pandemico, in questa fase al centro degli accertamenti dei magistrati impegnati nell’inchiesta sulla mancata ‘zona rossa’ e sulla riapertura dell’ospedale di Alzano Lombardo, è stato sentito ieri per 5 ore Stefano Merler della Fondazione Bruno Kessler di Trento, che a febbraio elaborò una prima proiezione sull’andamento del coronavirus.

Proprio il fatto che il Governo utilizzò questo studio potrebbe significare, questa è una delle ipotesi in campo, che il piano la cui data Guerra avrebbe voluto posticipare non era utilizzabile o quantomeno non era attuale. Il verbale con le dichiarazioni di Merler è stato secretato, come molte  delle audizioni rese nell’indagine, in particolare relative al capitolo Oms. Fondamentale per gli inquirenti l’ascolto di Zambon.

Secondo i pm, guidati dal procuratore Antonio Chiappani, pur godendo dell’immunità il coordinatore dei ricercatori della sede di Venezia, la cui volontà è quella di spiegare il suo punto di vista,  potrebbe comunque rendere dichiarazioni in quanto testimone. E, alla luce di quanto riferito da Zambon ai media, la sua intenzione è andare a fondo delle mail svelate da 'Report'. 

In ogni caso, i vertici di Oms non sono indagabili per via dell'immunità anche se, volendo, la Convenzione del 1047 recita che "l'Organizzazione può e deve revocare l'immunità concessa a un esperto in tutti i casi in cui ritenga che essa ostacoli l'azione della giustizia e qualora possa essere revocata senza pregiudicare gli interessi dell'Organizzazione".   

Dopo la risposta del Ministero, spetterà in ogni caso all’Oms l’ultima ‘liberatoria’ per consentire al funzionario di presentarsi in Procura.