Rezza: la situazione migliora "ma molto lentamente"

Rezza: la situazione migliora "ma molto lentamente"

Dal direttore della prevenzione del ministero della Salute, arriva la raccomandazione a non abbassare la guardia: "Appena le misure si allentano, la curva dei nuovi casi risale"

Covid rezza lenta diminuzione contagi

© AGF -

AGI - La situazione migliora ma “molto, molto lentamente”. E bisogna insistere sulle misure preventive prese, “anzi implementarle: perché appena si allentano, la curva dei contagi risale”.

Dal direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, nel corso della consueta conferenza stampa sull'analisi della situazione epidemiologica, arriva - ultimi dati alla mano - l’ennesimo invito a non abbassare la guardia: perché "al calo dell'indice di trasmissione Rt, del numero dei nuovi casi e delle ospedalizzazioni ordinarie corrisponde un numero ancora elevato di nuovi ingressi nelle terapie intensive e, purtroppo, di decessi”.

La tendenza, insomma, è quella ad “una lieve diminuzione” ma questa diminuzione “non è particolarmente veloce” e nemmeno “accentuata".

Alcune regioni fanno segnare un deciso progresso, altre molto meno. E se la percentuale tra positivi e casi testati “scende sotto al 10%, va considerato che anche questo indicatore per sua natura scende piano".

Un elemento di grande speranza arriva dall’Inghilterra: il via alla vaccinazione – ammette Rezza – di per sé "rappresenta un momento storico", l'inizio simbolico di quella che sara' "la piu' grande campagna vaccinale contemporanea".  Gli altri Paesi europei? "L'Ema sta vagliando con grande attenzione tutta la documentazione e probabilmente l'ok arriverà entro la fine dell'anno".

Il focus di giornata è per la qualità dell’aria indoor. “Tra i pilastri dell'azione anti contagio – spiega Gaetano Settimo, dipartimento Ambiente e Salute dell'Istituto superiore di sanità - con il distanziamento, l'uso delle mascherine e l'igiene figura anche la corretta gestione del ricambio d'aria all'interno degli ambienti chiusi".

Di massima, ha spiegato Settimo, "le finestre di casa andrebbero aperte per 5-10 minuti ogni ora: naturalmente questa indicazione può risentire delle dimensioni della stanza, del tipo di attività che vi viene svolta, del numero delle persone presenti ma si tratta di una base importante di partenza per ridurre le concentrazioni del virus e mantenere una condizione microclimatica di buona qualità”. 

Due raccomandazioni finali: “attenti a non abbassare eccessivamente le temperature all'interno dei nostri appartamenti” e, specie nelle grandi città, “aprire le finestre più lontane da vie trafficate per evitare l'introduzione dell'inquinamento esterno". Da Rezza un consiglio anche per i luoghi di lavoro: “evitare le lunghe riunioni, meglio la videoconferenza”.