Perché mezzo milioni di tamponi finirono da Aviano agli Usa a marzo?

Perché mezzo milioni di tamponi finirono da Aviano agli Usa a marzo?

Il 13 marzo un aereo partì dalla base militare con un carico che, in quel momento, sarebbe stato prezioso per l'Italia. La Procura Generale di Brescia ha tolto il caso a quella di Cremona che non intravvedeva reati, ipotizzando l'omicidio e l'epidemia colposi e l'eventuale interessamento del Tribunale dei Ministri 

mancata requisizione tamponi base militare Aviano 

Tamponi, Covid. Roma

AGI - La Procura Generale di Brescia ha tolto alla Procura di Cremona - in termini tecnici si dice 'avocato' - un'inchiesta sulla mancata requisizione di mezzo milioni di tamponi finiti negli Usa in piena pandemia che potrebbe coinvolgere anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Salute.

Si indaga anche per omicidio colposo ed epidemia colposa 

Secondo il procuratore generale Guido Rispoli e il pm Rita Anna Emilia Caccamo, i colleghi di Cremona hanno valutato in modo errato, ritenendolo privo di notizie di reato, un esposto in cui si denunciava la mancata requisizione, il 13 marzo 2020, quando vigeva lo stato di emergenza deliberato dal Governo, di un aereo carico di mezzo milioni di tamponi, prodotti dall'azienda bresciana Copan Diagnostics, partito dalla base americana di Aviano e diretto negli Usa.

Nell'atto di avocazione anticipato dal programma televisivo 'Fuori dal coro' e letto dall'AGI, i magistrati bresciani ipotizzano i reati di epidemia colposa, omicidio colposo e lesioni colpose, abuso d'ufficio e omissione di atti d'ufficio e osservano che "il regolamento di esecuzione della UE vincolava per sei settimane l'asportazione di dispositivi di protezione individuale all'autorizzazione (preventiva) delle autorità competente dello Stato membro in cui l'esportatore è stabilito".

A questo proposito ricordano che spettava al Capo del Dipartimento della Protezione Civile e al Commissario Straordinario (proprio il 16 marzo venne nominato Domenico Arcuri) "il potere di disporre la requisizione di presidi sanitari".

Eventualmente atti al Tribunale dei Ministri 

Sottolineano anche, come scritto nell'esposto della signora Giovanna Muscetti, che "da evidenze cliniche valorizzate da autorità sanitarie è emerso un collegamento tra mancata esecuzione del tampone e mancato tempestivo accertamento della patologia di Covid e difetto della cura corretta, con possibile derivazione causale dei decessi per polmonite, embolia polmonare, arresto cardiocircolatorio nella nota abnorme misura rilevata nei primi mesi del 2020". 

E, ancora, fanno riferimento alle circolari del Ministero della Salute con le quali si raccomandavano i tamponi nei soli casi di pazienti con infezione respiratoria acuta e contatti con casi Covid e la sospensione della autopsie. Trattandosi di "atti e provvedimenti del Presidente del Consiglio e del Ministro competente", precisano, qualora l'indagine dovesse proseguire si dovrebbe attivare il Tribunale dei Ministri. Nel frattempo però il procuratore di Cremona, Roberto Pellicano, ha presentato un reclamo contro l'avocazione alla Cassazione. In attesa di una risposta dalla Suprema Corte, la Procura di Brescia per ora ha 'congelato' gli accertamenti.