Il caso della neonata morta tra le braccia della mamma malata di Covid

Il caso della neonata morta tra le braccia della mamma malata di Covid

Mario Conson: "La mia bambina ha respirato per 25 minuti. Sono certo che poteva essere salvata ma l'ambulanza è arrivata in ritardo è questo ne ha certamente determinato la morte". Ma il 188 dà una versione molto diversa dei fatti

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© Maria Laura Antonelli / AGF - ¬†ambulanza (AGF)

AGI - "La mia bambina ha respirato per 25 minuti. Sono certo che poteva essere salvata ma l'ambulanza è arrivata in ritardo è questo ne ha certamente determinato la morte. Il personale sanitario non aveva gli strumenti per salvarla. Ho passato io al medico del 118 le forbici per tagliare il cordone ombelicale. L'ambulanza non aveva l'incubatrice e mia moglie è rimasta con la bimba morta in braccio per 30 minuti, in ambulanza. Questo è disumano".

È un racconto drammatico, fatto con il cuore spezzato e la voce rotta dal pianto, quello di Mario Conson, pizzaiolo del centro storico di Napoli. L'uomo ieri mattina ha denunciato al commissariato di polizia Arenella, presunti ritardi nei soccorsi dopo il parto della moglie, Maria Pappagallo, nella loro casa al Borgo Sant'Antonio, dedalo di vicoli non lontano dal quartiere Tribunali. Era nata prematuramente, al sesto mese di gravidanza, la piccola Maria, che ha vissuto meno di un'ora.

"Mia moglie era positiva al Covid, aveva avuto dei dolori già la notte. Alle 6 ho chiamato il ginecologo che ha capito che la situazione era già drammatica e ci ha spiegato al telefono come fare per far partorire la bambina in casa", dice Conson. Poi la chiamata al 118 alle 6.44: "Ho spiegato che mia moglie era positiva al Covid e aveva avuto un parto in casa prematuro. Ma non arrivavano. Sono sceso in strada con lo scooter provando ad intercettare l'ambulanza, mia figlia respirava", aggiunge l'uomo. Dopo mezz'ora l'arrivo dell'ambulanza "ma il personale non aveva neanche le forbici per tagliare il cordone e non aveva l'incubatrice".

Per il 118 la versione dei fatti è diversa. "Mezz'ora di attesa per un papà sconvolto per la perdita di un bambino sembra un'attesa infinita - dice il responsabile del servizio Giuseppe Galano - ma bisogna pensare che 7 minuti si perdono solo per far vestire il personale che deve soccorrere un malato di Covid. Ho parlato con chi è intervenuto e mi ha fornito una versione diversa. La piccola è nata di sei mesi e in un appartamento, e questo è già un fattore di rischio poi c'è il Covid, che è una malattia di cui non sappiamo quanto possa influire su questo tipo di situazioni. L'ambulanza aveva tutto il necessario per soccorrere la donna".

La Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta, al momento contro ignoti, ha sequestrato la cartella clinica e sentito la versione del padre. Nei prossimi giorni, l'autopsia sul corpo della neonata.