Per la campagna di vaccinazione serviranno anche le forze armate

Per la campagna di vaccinazione serviranno anche le forze armate

In questo scenario le forze armate sono pronte a fare la loro parte fornendo tutto il supporto logistico necessario per ricevere, custodire e, nel caso, anche somministrare le dosi

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© Alessandro Serranò / Agf - Tecnici di laboratorio al lavoro nelll’ospedale Covid del Policlinico Militare del Celio

AGI - La Difesa è pronta a fornire il proprio contributo a quella che è stata definita la più grande campagna di vaccinazione mai avvenuta in Italia, anche con propri punti di somministrazione quando verrà estesa a tutta la popolazione

Le prime dosi di vaccino anti Covid-19 prodotte dalla Pfizer saranno disponibili a fine gennaio: 3 milioni e 400 mila per 1,7 milioni di persone. Il commissario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, ha riferito che l’azienda produttrice ha assicurato che provvederà direttamente alla consegna dei vaccini nei 300 punti di raccolta in Italia.

La Difesa, con il Comando Operativo Interforze guidato dal generale Luciano Portolano, ha partecipato alle diverse riunioni operative del tavolo per la vaccinazione Covid-19 istituito presso il ministero della Salute. In questo scenario le forze armate sono pronte a fare la loro parte fornendo tutto il supporto logistico necessario per ricevere, custodire e, nel caso, anche somministrare le dosi.

Un supporto con le proprie strutture fisse e mobili per lo stoccaggio dei vaccini così come per il trasporto con camion frigoriferi qualora si rendesse necessario raggiungere anche aree del Paese isolate o lontane da servizi ospedalieri. L’intervento della Difesa sarà utile anche per raggiungere le varie residenze sanitarie per gli anziani. 

Una macchina ben collaudata che può vantare l’esperienza accumulata nei vari scenari internazionali dove le Forze Armate hanno prestato servizio anche garantendo soccorso alle popolazioni locali.

L'ambito di intervento del personale della Difesa, che può contare anche su medici e infermieri militari, potrebbe ampliarsi dopo la prima fase di vaccinazione prevista per le persone a rischio e per chi lavora ed è esposto al Covid-19. Quando la vaccinazione sarà estesa a una fascia più ampia della popolazione, con la disponibilità anche degli altri vaccini allo studio delle aziende farmaceutiche, la Difesa potrà supportare la campagna con propri punti di vaccinazione.

Gli esperti del dipartimento pianificazioni del ministero della Difesa avrebbero già definito un piano che prevede la realizzazione in tempi rapidi di aree per la vaccinazione della popolazione. Si sta pensando anche a strutture mobili in grado di raggiungere in maniera capillare il territorio.

Sin dall’inizio dell’emergenza le Forze Armate hanno fornito le loro strutture e il proprio personale a supporto del servizio sanitario nazionale. Le postazioni per effettuare i tamponi, i Drive-through, sono state allestite dall’Esercito in tutta Italia ed eseguono oltre 30 mila test al giorno.

In alcune Regioni l’Esercito si sta occupando della campagna di vaccinazione antinfluenzale. È il caso di Milano dove il Centro Ospedaliero Militare è stato messo a disposizione per la vaccinazione dei bambini.