Bisogna rassegnarsi a un Natale senza i nonni a tavola, dice Pregliasco

Bisogna rassegnarsi a un Natale senza i nonni a tavola, dice Pregliasco

Il virologo: bisogna investire per evitare altri guai a gennaio. Il direttore dell'agenzia europea per il farmaco ottimista sui vaccini: ne avremo 6 o 7, ma gli effetti non si vedranno prima dell'estate

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© Stuart Pearce / Agf - Un pranzo di Natale

Gli italiani devono rassegnarsi a un Natale in famiglia, ma nel senso più stretto del termine, senza nemmeno poter avere i nonni a tavola. È il monito che il virologo Fabrizio Pregliasco lancia in un'intervista a La Stampa nella quale assicura che "le chiusure stanno funzionando e le nuove zone rosse e arancioni proseguono nella direzione giusta".

"Ora" dice, "bisogna investire per evitare altri guai a gennaio. Purtroppo si è persa la capacità di tracciamento. Nella prima ondata i dati erano sottostimati di circa dieci volte, ora potrebbero essere il doppio perché si fanno i tamponi anche agli asintomatici". 
Secondo Pregliasco, la seconda ondata è "alla fine della crescita esponenziale, cioè all'appiattimento della curva. Le misure stanno funzionando e per questo ha senso continuare in Campania, in Toscana e ovunque necessario". 

Le chiusure, ammette, "non abbatteranno i contagi, ma eviteranno il caos e tra un mese si potrà fare qualche giudiziosa riapertura". A Natale, avverte, "non dovremo ripetere gli errori estivi. Ogni contatto rimarrà a rischio. So che sarà dura, ma per il cenone e il pranzo i nonni sarà meglio lasciarli a casa. Genitori e figli al massimo". 

Intanto Guido Rasi, direttore dell'Agenzia europea del farmaco, ipotizza che nel 2021 sarà disponibile più di un vaccino, anche fino a 6-7. "Cosa che è positiva vista la grande domanda di dosi".

"Se i dati saranno robusti, potremo dare il via libera al primo vaccino già entro la fine dell'anno e far partire la distribuzione da gennaio" ha assicurato Rasi in una intervista al Sole 24 Ore, anche se i primi effetti ci saranno solo nell'estate prossima. "Ovviamente non si potrà vaccinare tutti ma si partirà dalle categorie più esposte, come gli anziani e gli operatori sanitari, cominciando così a bloccare i ponti di trasmissione".

Difficile, invece, prevedere quando tutti quanti potranno vaccinarsi. "Il resto del mondo" ha spiegato Rasi "ha le nostre stesse aspettative. Penso che ci vorrà almeno un anno, se tutto filerà liscio a fine 2021 avremo una immunizzazione sufficiente". E visto che per alcuni vaccini si parla di doppia dose, Rasi ha anche chiarito quanti ne serviranno per gli italiani e gli europei: "In Europa siamo 450 milioni. E se i vaccini confermano un range alto di efficacia, come quello di Pfizer che parla di una efficacia del 90%, allora potremo avere dei buoni risultati quando almeno più della metà della popolazione sarà vaccinata. Quindi, 250 milioni di europei e piu' di 30 milioni di italiani. Il che significa che per assistere a un declino della pandemia dovremo avere almeno 500 milioni di dosi in Europa e oltre 60 in Italia".