La curva epidemica decelera, ora bisogna farla flettere

La curva epidemica decelera, ora bisogna farla flettere

"Servono due settimane per vedere la fase di de-escalation dei casi per effetto delle misure imposte alle regioni" dicono Rezza e Locatelli

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© Alessandro Serranò / Agf - Un'infermiera del 118 di prepara per assistere un paziente positivo al Covid19 

AGI - Cala l'indice di Rt e siamo al quarto giorno di fila con un calo anche delle terapie intensive. Lo hanno detto il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, nella conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio delle Regioni della Cabina di Regia e sulla situazione epidemiologica.

Venerdì le terapia intensive erano cresciute di 60 unità, 89 il giorno prima, 110 tre giorni fa e 122 quattro giorni fa. "Cominciamo a vedere in maniera chiara e inequivocabile una decelerazione che deve essere motivante ad andare nella direzione di riuscire col contributo di tutti a far flettere la curva epidemica", hanno osservato Locatelli e Rezza.

"Servono due settimane per vedere la fase di de-escalation dei casi per effetto delle misure imposte alle regioni in caso di miglioramento. Per l'escalation invece si passa subito" al livello superiore, perche' "c'è bisogno di un sistema di allertamento precoce" ha detto Rezza. "L'Rt attuale è di 1,4, e vuol dire che c'è una tendenza della diminuzione della trasmissione del virus nel Paese; se confermata, questa tendenza positiva nelle prossime settimane potrebbe essere la conseguenza dei provvedimenti adottati su scala nazionale. L'aumento dei ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva vale invece per la settimana dal 2 all'8 novembre", ha spiegato Rezza. "Questo quadro attuale ci fa ben sperare anche se bisogna vedere se si consolida anche perché il sovraccarico ospedaliero rimane".

"Tutte le Regioni - o quasi tutte - sono a rischio alto per cui è necessario rafforzare le misure messe in atto perché importante ridurre il numero dei nuovi casi e i nostro obiettivo è portare il parametro Rt sotto quota 1" ha aggiunto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. "L'epidemia in questo momento in Italia seppure con numeri che si stanno intensificando, mostra un primo segnale di mitigazione per le misure prese dal 14 ottobre - aggiunge - ora bisogna monitorare e continuare a mantenere la consapevolezza del rischio attuale che è alto. Dal punto di vista dell'Rt c'è stata una leggera flessione e la maggioranza delle Regioni si trovano nello scenario 3, anche se alcune si trovano nello scenario 4 (velocità trasmissione elevata)".

"I flussi per stabilire la valutazione del rischio regione per regione richiedono del tempo per essere completati - spiega ancora Brusaferro - ma senza questo tempo avremmo stime non corrette o approssimative. Il sistema per il calcolo del rischio viene fatto a livello settimanale perché per calcolare per esempio il numero delle persone positive c'è tempo di incubazione".

"Questa settimana possiamo censire una riduzione del parametro Rt che non si traduce in un calo della curva. Da un lato c'è indicazione che misure funzionano, ma numero di casi è ancora significativo per cui non si deve allentare la tensione" dice Brusaferro. "Le mascherine Fp2 sono quelle maggiormente efficaci nel ridurre il rischio di infezione. In genere però le Fp2 o Fp3 sono professionali e andrebbero destinate a operatori sanitari. In caso di mancanza le destinerei a loro piuttosto che alla popolazione generale" aggiunge Rezza "si è mostrato però che le mascherine chirurgiche proteggono gli altri riducendo molto l'emissione di goccioline che potrebbero contenere il virus. Inoltre se tutti portano la mascherina riduciamo il rischio di contagio. Poi bisogna anche mantenere la distanza di sicurezza di un metro. Per quanto riguarda le mascherine con valvole bisogna dire che non proteggono gli altri"