La coda di ambulanze con sospetti positivi al Covid all'ospedale di Foggia

La coda di ambulanze con sospetti positivi al Covid all'ospedale di Foggia

Il bollettino epidemiologico riferito alla provincia di Foggia di ieri dava 169 casi positivi da infezione di coronavirus. Il direttore generale del Policlinico-Riuniti, Dattoli: "Una pagina di buona sanità"

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© AGI - La fila di ambulanze davanti all'ospedale di Foggia

Caos, lunedì sera, davanti ai pronto soccorso del Policlinico Riuniti di Foggia, dove diverse ambulanze con a bordo sospetti pazienti positivi al virus sono rimaste bloccate in fila.

Una situazione che ha destato qualche problema, ma anche smarrimento tra gli operatori del 118, tutti bardati, di fronte alla situazione di emergenza. Il bollettino epidemiologico riferito alla provincia di Foggia di ieri dava 169 casi positivi da infezione di coronavirus.

"Inutile dire - fanno sapere dal Policlinico Riuniti - che la pressione sull'ospedale è tanta poiché nella struttura si riversa l'iperafflusso delle città vicine con l'arrivo di ambulanze con pazienti Covid come si è verificato ieri sera allungando i tempi di attesa per lo smaltimento delle richieste di ausilio che diventano importanti".

"Al contempo - chiariscono ancora dal Riuniti - registriamo anche la reazione del Policlinico e delle altre aziende sanitarie foggiane nel far defluire gli arrivi nel minor tempo possibile e con tutti i mezzi a nostra disposizione. L'obiettivo à azzerare gli afflussi entro le 24 gestendoli con criterio".

 “Questa è una pagina di buona sanità, di reazioni adeguate, il simbolo del plus valore: quando una situazione difficile viene gestita con mezzi e personale in grado di governare anche lo ‘straordinario’, allora si può parlare a ragion veduta di una professionale risposta al bisogno di salute”, ha detto il direttore generale del Policlinico Riuniti di Foggia, Vitangelo Dattoli, commentmdo l’episodio dell’attesa in fila di  ambulanze davanti all’ingresso del pronto soccorso.

Il Policlinico Riuniti  è hub covid del capoluogo foggiano e provincia e come tale assorbe un ampio bacino di utenza che si riversa nel centro ospedaliero con cospicue sacche di pazienti: questo determina, spiegano dai Riuniti, un iperafflusso che incide sulle attività già sotto pressione dell’ospedale, in questi mesi super accelerate per gestire le urgenze Covid.  La capacità di reazione e cura dei pazienti in attesa di essere visitati è stata all’altezza della situazione poiché il flusso è stato assorbito nei tempi tecnici per prendere in carico il paziente, stabilirne la gravità, consentirgli l’effettuazione del tampone, assegnarlo al reparto e assisterlo, tutto moltiplicato per decine di interventi richiesti. Nell’arco di due ore ed entro mezzanotte la situazione al Riuniti è rientrata nei normali parametri di ordinario controllo sanitario.

“Il pronto soccorso e tutta la struttura ha reagito bene – ha aggiunto Dattoli – e nel giro di poche ore ha fatto defluire le ambulanze: un iperafflusso, ricordiamo, in parte legato alla stagionalità e in parte al Covid. È pacifico che l’attenzione deve essere sempre alta e in questo lavoro in team è giusto menzionare l’ottimo lavoro della Asl di Foggia per l’intervento sulle aree Covid negli ospedali di San Severo, Cerignola e nell’ospedale di San Giovanni Rotondo: il Policlinico Riuniti insieme al sistema provinciale ha retto benissimo in questa emergenza. Naturalmente fantastico il lavoro di tutto il personale sanitario coinvolto che ancora una volta ha dimostrato di essere all’altezza del gravoso e delicato compito di ‘reggere’ il peso della pandemia”

Il Policlinico ha già avviato da tempo il reclutamento di personale e continuerà ad attingere alla graduatoria per integrare gli organici e quindi posizionare il sistema sanitario per raggiungere entro il 30 novembre - 1 dicembre un assetto impostato sul peggior scenario possibile che auspichiamo non si realizzi ma che qualora dovesse realizzarsi sarà fronteggiato adeguatamente.