“Bisognava fermare tutto, Italia in ritardo di 15 giorni”, dice Crisanti

“Bisognava fermare tutto, Italia in ritardo di 15 giorni”, dice Crisanti

Il microbiologo dell'Università di Padova: “Vedremo se le misure approvate dal Governo hanno un effetto, ma se non l’avranno saranno inevitabili limitazioni più restrittive”

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© MASSIMO BERTOLINI / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP - Andrea Crisanti

AGI - “Su 83 milioni di abitanti, dunque molti più dell’Italia, e con 10 mila contagi al giorno in meno, la Germania interviene con le chiusure ben prima di noi”. L’annotazione è del professor Andrea Crisanti, docente di Microbiologia all’Università di Padova, già consulente del governatore Zaia, che in un’intervista a Il Messaggero dice: “Siamo già in ritardo, almeno di due settimane”.

Crisanti sostiene anche che “quantomeno in alcune Regioni sarebbe stato necessario chiudere prima” anche perché “ora stiamo inseguendo l’epidemia e speriamo non sia troppo tardi”. 

Vedremo se le misure approvate dal Governo hanno un effetto, ma se non l’avranno saranno inevitabili limitazioni più restrittive” e sarà necessario aspettare la prossima settimana “per capire se il Dpcm sta dando risultati” tanto che “se mercoledì non vedremo risultati sarà finita” dice drammaticamente Crisanti, e “si andrà per forza al lockdown, magari in una forma meno severa che a marzo. Ma qualcosa sarà inevitabile fare” perché “abbiamo aspettato troppo tempo, il lockdown nelle regioni maggiormente in affanno andava fatto due settimane fa, non adesso”.