In due mesi i casi di Covid in Italia sono quadruplicati

In due mesi i casi di Covid in Italia sono quadruplicati

In 8 regioni, inoltre, sono esauriti i posti in rianimazione dedicati ai pazienti contagiati. È quanto emerso dalla 26ma puntata dell'Instant Report Covid-19 prodotto dall'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica

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TIZIANA FABI / AFP - Reparto Covid, Roma

AGI -  In due mesi più che quadruplicati in Italia i casi di infezione da SARS-CoV-2: infatti la prevalenza nel periodo che va dal 28 settembre al 27 ottobre è pari a 504,17 per 100 mila abitanti, contro una prevalenza di 111,50 per 100 mila nel periodo dal 29 agosto-27 settembre, un dato non spiegabile unicamente con l'aumento dei tamponi effettuati (+60% nel periodo di riferimento). È quanto emerso dalla 26ma puntata dell'Instant Report Covid-19 prodotto dall'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica.

Nel complesso, la scorsa settimana ci sono stati 156,5 nuovi isolati a domicilio ogni 100.000 abitanti, 8,1 nuovi ricoveri ordinari (per 100.000 abitanti) e 0,8 nuovi ricoveri in Terapia Intensiva ogni 100.000 abitanti: circa il 95% dei nuovi casi è stato quindi gestito a domicilio.

Nel rapporto vengono analizzate le diverse modalità messe in campo per le cure intermedie: le soluzioni alberghiere, utilizzate da Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria; le RSA/strutture sanitarie e sociosanitarie/strutture residenziali a bassa intensità dedicate in via esclusiva a pazienti Covid-19, utilizzate da Friuli-Venezia Giulia, PA Trento e Toscana; la riconversione strutture già presenti sul territorio (ospedali di comunità, attivazione ospedali dismessi), utilizzata da Lazio, Liguria, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto.

"Ben 15 regioni italiane - sottolinea il professor Americo Cicchetti, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell'Università Cattolica - al momento hanno previsto soluzioni alberghiere, utilizzo di strutture sanitarie e sociosanitarie o riconversione di strutture già esistenti sul territorio per alleggerire il carico di paziente ricoverato nelle strutture ospedaliere".

La settimana appena trascorsa, tra il 21 ed il 27 ottobre, è ad oggi il periodo in cui si è registrata la massima prevalenza periodale in Italia (449 casi ogni 100.000 residenti). Il valore massimo si registra in Valle D'Aosta (1.135 casi ogni 100.000 residenti), seguita da PA Bolzano (709 casi ogni 100.000 residenti). Il dato più basso si registra in Calabria (129 casi ogni 100.000 residenti).

Il 27 ottobre è anche la data in cui si è registrata la massima prevalenza puntuale (giornaliera) in Italia (432 casi ogni 100.000 residenti). Il valore massimo si registra in Valle D'Aosta (1.089 casi ogni 100.000 residenti), seguita da PA Bolzano (702 casi ogni 100.000 residenti). Il dato più basso si registra in Calabria (120 casi ogni 100.000 residenti).

Per quanto riguarda la ricerca del virus attraverso i tamponi, il trend nazionale sul tasso dei tamponi effettuati (per 1000 abitanti) continua ad aumentare rispetto alle scorse settimane, ed è pari a 16,45 per mille contro 14,43 della settimana scorsa. Relativamente al tasso settimanale di nuovi tamponi, i valori più alti vengono registrati in Friuli-Venezia Giulia e nella P.A. di Bolzano. Il valore più basso viene registrato nella Regione Puglia (7,19).

L'analisi mostra come la variazione settimanale degli attualmente positivi - dato fondamentale per verificare l'eventuale insorgenza di nuovi focolai - registra un maggiore aumento in Lombardia, con una variazione di 24.994 (la scorsa settimana erano 11.086) e un aumento complessivo di 99.548 in Italia. In generale, si sottolinea un andamento crescente con una media di 4.745 casi.

Per il monitoraggio nella fase 2 è fondamentale il rapporto tra numero delle persone positive e il numero di persone testate nella settimana. Le Regioni associate ad un numero di tamponi realizzati al di sopra della media nazionale ed in linea con i casi registrati risultano essere, in particolare, particolare, Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana, P.A di Bolzano, Umbria e Valle d'Aosta.

Nella maggior parte delle Regioni solo una minoranza dei casi accertati di COVID-19 risulta diagnosticata a partire dai test di screening. La Puglia registra il valore più basso nella percentuale di casi totali diagnosticati a partire dal sospetto clinico (27,9%). Nella maggior parte delle Regioni la quasi totalità dei casi accertati di COVID-19 risulta diagnosticata a partire dal sospetto clinico, mentre in Emilia Romagna, Puglia, Piemonte, Sardegna, Lazio, Basilicata, Umbria, Veneto e Calabria la maggior parte di nuovi casi accertati di COVID-19 risultano essere diagnosticati da screening.

Analizzando l'andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si segnala un trend in aumento in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia, Liguria, Lombardia, e Valle d'Aosta. Rimane stabile il rapporto tra ricoverati e positivi nella regione Lombardia. Si segnala invece un trend in diminuzione nella P.A di Bolzano e Trento, in Toscana ed in Veneto. Il valore medio registrato nell'ultima settimana nelle Regioni del Nord dall'indicatore è pari a 6,05% (in diminuzione rispetto alla scorsa settimana che era pari a 6,21%).

Nelle Regioni del Centro andamento in diminuzione durante l'ultima settimana nel Lazio, in Abruzzo ed in Molise. Nelle Regioni del Sud si registra un trend in diminuzione. In particolare, in Sicilia nelle ultime quattro settimane l'indicatore è variato dal 11,48% al 7,07%. Il valore medio registrato nell'ultima settimana nelle Regioni del Centro dall'indicatore è pari a 5,54% (in calo rispetto alla scorsa settimana che era pari a 6,57%).

In 8 regioni esauriti i posti in rianimazione  

In otto regioni sono già pieni i posti letto in terapia intensiva implementati per far posto ai malati Covid, e si stanno utilizzando quelli per le altre patologie.Si tratta dell'Umbria, della Lombardia, delle Marche, della Toscana, dell'Emilia-Romagna, dell'Abruzzo, della Calabria e della Campania.

In particolare, l'Umbria sta utilizzando più del 40% della propria dotazione strutturale di posti letto di terapia intensiva, la Lombardia il 16%, le Marche il 12%, la Toscana l'11,66%, l'Emilia-Romagna l'8%, l'Abruzzo il 4% e la Calabria poco meno del 2%. Queste regioni stanno, quindi, utilizzando la capacità strutturale di posti letto di terapia intensiva, ovvero quelli che dovrebbero essere dedicati ai pazienti no-Covid.

La Campania, pur avendo raggiunto la massima saturazione della capacità "extra" di posti letto in TI, al momento non utilizza la capacità strutturale per pazienti Covid-19. Si avvicinano alla totale saturazione della capacità aggiuntiva la Puglia (99,95%), il Molise (99,66%), il Lazio (94,39%) e la Sardegna (90,01%). Piemonte, Liguria, Sicilia, Valle d'Aosta e P.A. di Bolzano hanno occupato più di 2/3 dei nuovi posti letto. Le restanti regioni italiane non presentano al momento particolari criticità. Si segnala che in Veneto al momento è utilizzato il 25% della capacità "extra".