"In Italia serve una tregua politica per rilanciare lo spirito repubblicano"

"In Italia serve una tregua politica per rilanciare lo spirito repubblicano"

Il professor Francesco Clementi, docente di diritto pubblico italiano e comparato presso l'Università di Perugia: "Recuperare lo spirito di solidarietà capace di guardare oltre le singole parti che ora serve per proteggere il paese. È uno spirito di unità uno spirito pre-politico"

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Francesco Clementi, docente di diritto pubblico italiano e comparato all'Università di Perugia 

AGI - “Al nostro Paese serve una tregua politico-istituzionale per far emergere sempre di più il nostro spirito repubblicano incentrato su valori fondamentali di coesione, solidarietà e uguaglianza. E su questo, ha ragione Mattarella. Il Paese viene prima di ogni forma ideologica di approccio ai problemi". Lo dice all'AGI il professor Francesco Clementi, docente di diritto pubblico italiano e comparato presso l'Università di Perugia.

"Premesso che mi guardo bene dal tirare per la giacchetta al Presidente della Repubblica - spiega il costituzionalista - dico che in questa fase, Mattarella merita tutta la nostra solidarietà di singoli cittadini, di persone che guardano alla realtà del Paese. Io penso che noi dovremmo cogliere lo spirito repubblicano di coesione che lui più volte ha segnalato come necessario. Spirito repubblicano che si gioca su tre grandi elementi, il primo è la solidarietà, la solidarietà reciproca, non solo cioè fra cittadini ma anche fra le forze politiche. Uno spirito di solidarietà capace di guardare oltre le singole parti che ora serve per proteggere il paese. È uno spirito di unità uno spirito pre-politico". 

Il secondo elemento molto importante, secondo Clementi, "richiamato spesso dal Capo dello Stato in passaggi recenti, tenendo conto della fase critica in cui ci troviamo, è quello di cogliere tutte le occasioni per mettere il paese in condizioni di uguaglianza, passando anche attraverso le scelte strategiche da fare con l'Unione Europea e nostri alleati".

"D'altronde - ha aggiunto -  basta vedere in questi giorni il comportamento che stanno tenendo tutti gli altri leader europei e anche la stessa Europa, rispetto alla pandemia. Mi pare evidente che il protagonismo che l'Europa sta cercando di far emergere della lettura collettiva del Covid, non può non vedere noi schierati sullo stesso fronte compatti e coesi, attenti a proteggerci reciprocamente".

Per Clementi "la sfida del terzo punto è quella delle fiducia. Mattarella usa spesso la frase 'spes contra spem', un grande punto di forza che questo Paese, soprattutto nella prima fase della pandemia, ha dimostrato prima di altri di avere. Ma ora rischiamo di perderlo se ci incardiniamo nell'ideologismo. In questa fase storica essere il presidente della Repubblica vuol dire mettersi sulla spalle il Paese, quindi, per quel che vale, nel mio piccolo do massima solidarietà al presidente Mattarella". 

Sul Mes serve atteggiamento pragmatico

"Il Mes? Ho letto con attenzione i materiali che dall'Unione Europea sono stati fatti arrivare al nostro paese e le lettere dei commissari. Secondo me bisogna avere un atteggiamento molto pragmatico: questo paese ha bisogno di rafforzare i presidi territoriali di base del Servizio Sanitario Nazionale declinato attraverso le dinamiche regionali".

"Per farlo - ha aggiunto Clementi -  servono i fondi del Mes, che sono destinati alla tutela della salute. Farceli scappare oggi sarebbe un grave errore".

Mettere in atto voto a distanza prima possibile

"Il voto a distanza deve essere messo in opera quanto prima perché protegge la democrazia rappresentativa e dunque, il Parlamento. Dobbiamo tenere conto - ha spiegato Clementi - che il Parlamento è l'unico luogo fra tutte le istituzioni repubblicane, dove ancora non si può  tecnicamente lavorare a distanza. C'è questa errata interpretazione dell'articolo 64 della Costituzione. Ma non c'è un parlamento di una democrazia a noi vicina, come Spagna, Francia, Germania, la stessa Unione Europea, che non abbia scelto la distanza".

Secondo Clementi "la distanza, ovviamente, può essere anche l'espressione di un momento eccezionale. Può essere adottata fino alla scadenza dell'emergenza, o solo per il voto in commissione... ma il succo è che con il voto a distanza protegge la democrazia rappresentativa e protegge il Parlamento. Chi non lo capisce, per una visione ancora miope e ancorata a vecchi ideologismi, non si rende conto di non vedere quello che altri già hanno visto. La democrazia non può essere fermata come sta accadendo con parlamentari positivi al Covid e quindi assenti. Quando i parlamentari vengono fermati, c'è un allarme democratico", ha chiosato Clementi.