Azzolina, al vaglio utilizzo dei test rapidi anche per le scuole

Azzolina, al vaglio utilizzo dei test rapidi anche per le scuole

Il ministro dell'Istruzione sui social esclude provvedimenti restrittivi. E sollecita una riflessione sulle attività, anche ricreative, che si svolgono dopo l'orario scolastico. Il commissario Arcuri annuncia: chiusa la gara per acquisire 5 milioni di test rapidi antigenici

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© Francesco Fotia/AGF - Lucia Azzolina

Il Governo "sta valutando l'utilizzo dei test rapidi anche per le scuole", annuncia il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, che in un post su Facebook esclude anche nuove misure anti Covid nelle scuole

Azzolina smentisce ipotesi di provvedimenti restrittivi nelle scuole

"Non c'è alcuna ipotesi di provvedimenti restrittivi per le scuole. Il Governo non ne ha affatto discusso", spiega Azzolina. "E sarebbe strano il contrario, i i dati ci confermano che le scuole sono luoghi molto più sicuri di altri. A scuola ci sono regole, anche molto stringenti che studenti, studentesse e personale stanno rispettando con grande senso di responsabilità".     

"Allo studio i test rapidi in classe"

"Il Governo sta invece valutando l'utilizzo dei test rapidi anche per le scuole, come sto chiedendo da tempo" sottolinea il ministro che sollecita piuttosto "una riflessione seria su tutte quelle attività, anche ricreative, che riguardano i nostri ragazzi fuori da scuola, dopo l'orario scolastico". "Episodi recenti ci dimostrano che spesso sono l'origine di focolai che costringono alla quarantena decine di giovani e adulti".

Arcuri annuncia: chiusa la gara per 5 milioni test rapidi antigenici

"Ieri abbiamo chiuso la gara per acquisire 5 milioni di test rapidi antigenici", riferisce il commissario straordinario per l'emergenza Domenico Arcuri a 'Mezz'ora in più'. Al bando hanno risposto 39 imprese, ha sottolineato. "Abbiamo oltre 100 milioni di test antigenici potenzialmente in posizione di essere acquisiti. Quindi rapidamente metteremo in campo questo strumento non solo nei porti e aeroporti ma ne metteremo un certo numero a disposizione dei medici di medicina generale. Ci servirà una settimana, dieci giorni e li acquisiremo". 

Il commissario per l'emergenza esclude un nuovo lockdown

"Oggi non ci sono le condizioni per tornare alla situazione" del lockdown ma c'è bisogno "di prendere tutti coscienza e farci carico di un necessario incremento della responsabilità", sottolinea Arcuri. Per evitare il ripristino delle misure drastiche occorrono quindi la "dotazione di strumenti necessari" ma "anche la cresciuta o la ritrovata responsabilità dei cittadini. I cittadini sanno a memoria cosa fare, lo facciano".