Nel caso Becciu spunta una donna: ha ricevuto 500.000 euro per consulenze

Nel caso Becciu spunta una donna: ha ricevuto 500.000 euro per consulenze

La donna, analista esperta di intelligence e vicina all'ex Prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, è stata consulente della Segreteria di Stato del Vaticano per i i problemi di sicurezza delle Nunziature e delle Missioni.

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©  Pierpaolo Scavuzzo/Agf -  Mons. Angelo Becciu

AGI - "Cherchez la femme": non poteva mancare nell'intricata vicenda sul caso Becciu, sulle finanze vaticane e sulle rivalità cardinalizie, la figura di una "donna misteriosa" che avrebbe avuto un ruolo di primo piano per la sua vicinanza all'ex Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.

Mentre dall'Australia, la stampa locale, riporta le affermazioni dell'avvocato del cardinale George Pell, Robert Richter, che chiede "un'indagine internazionale" per tracciare i presunti versamenti da parte della Santa Sede su conti australiani per influenzare il processo di pedofilia che ha coinvolto l'ex prefetto della Segreteria vaticana per l'Economia, l'espressione di Alexadre Dumas padre è quanto mai azzeccata.

Chi è Cecilia Marogna

La donna misteriosa è la 39enne cagliaritana Cecilia Marogna. La donna, esperta di relazioni diplomatiche, avrebbe ricevuto bonifici per mezzo milione di euro per le sue consulenze alla Segreteria di Stato, quando il cardinale Angelo Becciu era Sostituto. Lei, in una intervista al Corriere, smentisce le indiscrezioni che la vogliono come figura legata all'alto prelato e destinataria di bonifici a una società situata in Slovenia che fa missioni umanitarie.

"Io amante del cardinale? Assurdo. Sono un'analista politica e un'esperta di intelligence", ha dichiarato Marogna. Lo stanziamento a suo favore, ha sostenuto, era di "500 mila su 4 anni e incluso il mio compenso, i viaggi, le consulenze uscite da quel conto, situazioni da gestire in varie aree. I soldi sono giunti a tranche sulla mia società in Slovenia", ha aggiunto, raccontando di avere conosciuto Becciu nel 2015 dopo avergli scritto una mail "per capire se le mie analisi fossero corrette, e quali fossero - dice - i problemi di sicurezza delle Nunziature e delle Missioni".

Becciu la ricevette e, secondo il suo racconto, in Vaticano "mancava una diplomazia parallela" nei Paesi nordafricani e mediorientali. "Ma io sapevo cosa fare e come muovermi - sottolinea -, anche per ridurre i pericoli derivanti alle Nunziature dalle cellule terroristiche presenti in quei Paesi".

In merito alle indiscrezioni, secondo le quali il denaro ricevuto sarebbe stato speso in borse di grandi marchi e in shopping di lusso (come stasera il programma Le Iene promettono di rivelare con documenti avuti in esclusiva) Marogna replica: "Magari la borsetta era per la moglie di un amico nigeriano in grado di dialogare con il Presidente del Burkina Faso". Sempre al Corriere la donna ammette le conoscenze con il faccendiere Flavio Carboni e il massone dissidente Gioele Magaldi, quanto ai rapporti con i Servizi, li descrive "di stima e collaborazione coi vertici".