Diffamato un giornalista antimafia. Emittente tv di Trapani condannata

Diffamato un giornalista antimafia. Emittente tv di Trapani condannata

Un anno e mezzo all'editore e a un cronista perché responsabili di una "campagna stampa"  in cui si davano notizie di indagini a carico di Rino Giacalone rivelatesi  infondate

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Il giornalista Rino Giacalone

AGI - Un giornalista e un’editore di una tv privata sono stati condannati per diffamazione dal Tribunale di Trapani per aver diffuso notizie false su un noto cronista del capoluogo. Massimo Marino, proprietario dell’emittente locale Telesud, e Luigi Todaro, autore dei servizi, sono stati condannati a un anno e sei mesi dal giudice monocratico Giancarlo Caruso, perché responsabili di una 'campagna stampa' condotta nel 2015 , in cui si davano notizie di indagini a carico del giornalista Rino Giacalone, che poi si rivelarono del tutto false e infondate.

Il pm Marta Martinelli aveva chiesto per entrambi la pena a un anno e due mesi. Assieme a loro era imputato anche l’allora direttore dell’emittente Telesud, Rocco Giacomazzi, nel frattempo deceduto. "Era una fake news messa in giro apposta, a Trapani fanno più notizia i veleni rispetto ai fatti e certo giornalismo, purtroppo, si è prestato a veicolare accuse e voci che sono serviti a “mascariare”, la mia persona", ha commentato Rino Giacalone in seguito alla sentenza del Tribunale di Trapani.

La ‘campagna stampa’ - a partire dal 2 maggio 2015 - tracciava il profilo di Giacalone, quale “cronista di giudiziaria, assai conosciuto anche per il suo impegno antimafia”, associandolo all’associazione Libera. Nei mesi precedenti la ‘notizia’ era circolata sui social network. Il 30 aprile lo stesso giornalista, Luigi Todaro, aveva scritto la stessa notizia sul Giornale di Sicilia, omettendo il nominativo del collega, poi svelato nei servizi televisivi.

“La prima notizia fu quella che appunto riportammo questo tam tam, poi riportato sugli altri organi di stampa citati, dove convenimmo che ovviamente se data doveva essere data con nome e cognome, cioè dare un nome e cognome a quel tam tam”, ha detto l’editore Massimo Marino, raccontando le riunioni preliminari in cui si decise di rilanciare la notizia, poi rivelatasi falsa. Nonostante ciò la ‘campagna stampa’ proseguì – corredata da immagini del giornalista Rino Giacalone e di manifestazioni ‘antimafia’ - il 23 maggio e l’1 giugno, il 6 giugno e il 20 luglio, con tre editoriali dell’editore Marino.

Per questi fatti l’emittente locale Telesud è già stata condannata in sede civile dal Tribunale di Trapani a risarcire 25 mila euro al giornalista Rino Giacalone. "L'articolo contestato - si legge nelle motivazioni del Tribunale civile - ha fornito ai lettori una prospettazione dei fatti incompleta e non rispondente al vero: nel bilanciamento tra diritto alla reputazione da un lato e diritto di cronaca dall'altro deve prevalere il primo, mancando un fondamentale requisito per l'esercizio legittimo del secondo". Adesso si attendono le motivazioni del giudizio penale, che saranno depositate tra 90 giorni.