È avvenuto uno scambio di 26 latitanti tra Italia e Romania 

È avvenuto uno scambio di 26 latitanti tra Italia e Romania 

Rientrate in Italia 13 persone accusate a vario titolo di reati contro il patrimonio, violenza sessuale, istigazione e favoreggiamento della prostituzione, riduzione in schiavitù, maltrattamenti, truffe informatiche e riciclaggio

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 Roma Palazzo del Viminale

AGI - Sono complessivamente 26 i latitanti arrestati che ieri Italia e Romania si sono scambiati nel quadro della collaborazione operativa tra le forze dell'ordine dei due Paesi. L'operazione è stata condotta dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip) della Direzione centrale della polizia criminale, guidata dal prefetto Vittorio Rizzi.

Con un volo charter Roma-Bucarest partito ieri mattina all'alba da Fiumicino sono stati consegnati alle autorità romene 11 uomini e 2 donne, già detenuti in Italia, con curriculum criminali che annoverano furti, rapine, sfruttamento della prostituzione e violenze sessuali, e che sconteranno il resto delle loro pene detentive nelle carceri rumene.

Tratta inversa, Bucarest-Milano Malpensa, invece, per altrettanti ex latitanti, 10 uomini e 3 donne, ricercati dalla giustizia italiana, arrestati in Romania dove si erano rifugiati nel tentativo di sfuggire ai mandati d'arresto europei emessi da nove procure nazionali (Brescia, Genova, Modena, Padova, Pistoia, Reggio Calabria, Spoleto, Torino e Trento), anch'essi con solidi profili criminali che includono reati contro il patrimonio, violenza sessuale, istigazione e favoreggiamento della prostituzione, riduzione in schiavitù, maltrattamenti, truffe informatiche e riciclaggio.

Con la conclusione dell'attività odierna sono 163 i detenuti, rintracciati dallo SCIP e riportati in Italia, dal 1 giugno a oggi, dopo la ripresa seguita al blocco dei collegamenti internazionali a seguito della pandemia di Covid-19.