"No a interessi di parte sui vaccini contro il Covid", dice il Papa

"No a interessi di parte sui vaccini contro il Covid", dice il Papa

Monito di Francesco durante l'udienza generale: "C’è chi vorrebbe appropriarsi di possibili soluzioni e poi venderle agli altri.  La salute, oltre che individuale, è anche un bene pubblico". Per la prima volta, il Pontefice è arrivato con la mascherina

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© Massimo Vallicchia/NurPhoto/AFP - Papa Francesco arriva all'udienza generale con la mascherina

AGI - No agli "interessi di parte", a "chi vorrebbe appropriarsi di possibili soluzioni, come nel caso dei vaccini e poi venderli agli altri". Dall'Udienza Generale arriva il monito di Papa Francesco su chi vuole approfittare della situazione Covid per "fomentare divisioni", "per cercare vantaggi economici o politici, generando o aumentando conflitti".

Francesco arriva all'udienza con la mascherina

Sono "i devoti di Ponzio Pilato", che se ne lavano le mani, che "non si interessano della sofferenza altrui, passano oltre e vanno per la loro strada", dice chiaramente il Pontefice, arrivato all'Udienza - è la prima volta che accade - indossando una mascherina bianca, che ha tolto mentre scendeva dall'auto. Prima del giro tra i fedeli, Francesco si è disinfettato le mani e ha cercato di mantenere la distanza con i presenti, soffermandosi più volte e a lungo con loro. Dopo il segno della croce di inizio Udienza ha chiesto a tutti di non restare a ridosso delle transenne: "Ognuno ha la propria sedia", "non ammucchiatevi qui... evitiamo il contagio...".    

Proseguendo il ciclo di catechesi su come guarire il tessuto personale e sociale ferito ancor più profondamente dalla pandemia, Francesco incentra il suo discorso sull'amore, anche sociale, come via al bene comune. La crisi che stiamo vivendo, ricorda, "colpisce tutti; possiamo uscirne migliori se cerchiamo tutti insieme il bene comune; al contrario, usciremo peggiori".

Se le soluzioni alla pandemia "portano l’impronta dell’egoismo, sia esso di persone, imprese o nazioni, forse possiamo uscire dal coronavirus, ma certamente non dalla crisi umana e sociale che il virus ha evidenziato e accentuato". "Quindi, state attenti a non costruire sulla sabbia!", avverte indicando il compito di tutti, nessuno escluso: "Per costruire una società sana, inclusiva, giusta e pacifica, dobbiamo farlo sopra la roccia del bene comune. Il bene comune è una roccia. E questo è compito di tutti noi, non solo di qualche specialista".

Ogni cittadino dunque "è responsabile del bene comune" ed è necessario un "amore sociale e politico", che vada oltre le barriere perché il virus non conosce frontiere, "distinzioni culturali e politiche".  

"La salute è un bene comune"

"La salute - sottolinea Bergoglio -, oltre che individuale, è anche un bene pubblico. Una società sana è quella che si prende cura della salute di tutti". E da qui l'esortazione ad affrontare la pandemia e le conseguenti crisi socio-economiche con la risposta cristiana che si basa sull'amore. Amore "vero, che ci rende fecondi e liberi", "sempre espansivo e inclusivo". Un amore che "cura, guarisce e fa bene", precisa il Papa che ha osservato come l'amore per i propri nemici sia "il punto più alto della santità".

"Certo, amare tutti, compresi i nemici, è difficile - direi che è un'arte! Però un'arte che si può imparare e migliorare", precisa ricordando che "tante volte fa più bene una carezza che tanti argomenti, una carezza di perdono e non tanti argomenti per difendersi. È l’amore inclusivo che guarisce", che comprende anche "i rapporti civici e politici, incluso il rapporti con la natura".

Francesco si riallaccia al Catechismo, a San Paolo VI e alla Sollicitudo rei socialis di San Giovanni Paolo II. Per poter costruire una "civiltà dell'amore" occorre quindi fecondare "anche le relazioni sociali, culturali, economiche e politiche", "senza questa ispirazione, prevale la cultura dell’egoismo, dell’indifferenza, dello scarto, cioè scartare quello a cui io non voglio bene, quello che io non posso amare o coloro che a me sembra sono inutili nella società".

Solo l'amore "pervade tutto", rimarca il Papa che racconta di aver incontrato all'entrata del cortile di San Damaso una coppia con un figlio adulto disabile. "Tutta una vita dei genitori per quel figlio disabile. Questo è amore. E i nemici, gli avversari politici - continua -, secondo la nostra opinione, sembrano essere disabili politici e sociali, ma sembrano. Solo Dio sa se lo sono o no. Ma noi dobbiamo amarli, dobbiamo dialogare, dobbiamo costruire questa civiltà dell’amore, questa civiltà politica, sociale, dell’unità di tutta l’umanità. Tutto ciò è l’opposto di guerre, divisioni, invidie, anche delle guerre in famiglia. L’amore inclusivo è sociale, è familiare, è politico: l’amore pervade tutto!".