I fratelli Bianchi respingono le accuse: "Noi non abbiamo toccato Willy"

I fratelli Bianchi respingono le accuse: "Noi non abbiamo toccato Willy"

Interrogatorio dei principali sospettati dell'omicidio avvenuto a Colleferro: i due si dicono "dispiaciuti e distrutti" e fanno i nomi di chi ha partecipato al pestaggio.

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Willy Monteiro Duarte - Instagram 

AGI - Respingono ogni accusa i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, in carcere perché sospettati con altri due amici di aver ucciso a calci e pugni il 21enne Willy Monteiro nella notte tra sabato e domenica a Colleferro. “Non lo abbiamo toccato - hanno spiegato al gip di Velletri che ha interrogato i due nel carcere romano di Rebibbia -. Siamo intervenuti per dividere una rissa. Abbiamo visto un parapiglia e siamo arrivati”. A sentire il loro difensore, i due fratelli si sono dichiarati "dispiaciuti e distrutti" perché ritenuti responsabili "di un omicidio che non abbiamo commesso”. 

"E' morto per difendere me e io questa cosa non potrò mai dimenticarla", ha intanto raccontato Lorenzo, amico della vittima e compagno di corso per chef. "Sembravano dei folli, delle furie scatenate. Willy era buono, generoso e quando ha capito che il bersaglio ero io, si è messo in mezzo per placare gli animi ma quelli erano come impazziti". Insomma, era proprio Lorenzo la vittima designata del pestaggio e non il 21enne di Paliano, colpito a morte a calci e pugni

Agli investigatori, che sembrano escludere il movente razziale e politico nell'omicidio, il giovane ha raccontato i dettagli del pestaggio parlando di "venti minuti di terrore mentre Willy gridava di smetterla perchè non riusciva più a respirare". A provocare la morte dell'aiuto cuoco potrebbe essere stato un calcio sferrato alla testa. I familiari dei fermati, intanto, stanno cercando di prendere le distanze da un fatto così grave dando una spiegazione a quanto accaduto. Il fratello maggiore di Gabriele e Marco Bianchi, Alessandro ha detto in lacrime: "Darei la mia vita per far tornare a sorridere quel ragazzo. Siamo distrutti. I miei fratelli non hanno giustificazioni ma di una cosa sono certo: a sferrare il colpo letale non possono essere stati loro". 

Il legale dei due fratelli ha successivamente dichiarato: “I miei assistiti non hanno partecipato alla rissa. Sono scesi dalla loro auto per fare da paciere dopo aver visto alcuni loro amici coinvolti nella rissa. Al giudice hanno indicato i nomi di questi amici. Si sono fermati per cercare di dividerli - ha spiegato ancora il difensore - avranno anche sbracciato, ma non hanno partecipato".