La scuola ricomincia dall'Alto Adige. Entro il 24 settembre tutti in classe

La scuola ricomincia dall'Alto Adige. Entro il 24 settembre tutti in classe

Sarà una ripartenza a ostacoli tra protocolli anti coronavirus, docenti e impiegati amministrativi che minacciano di non rientrare, graduatorie per le supplenze contestate, e il primo sciopero nazionale in programma per il 26 settembre.

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Scuola - Prima campanella, lunedì 7 settembre, in Alto Adige

AGI - Tra protocolli anti coronavirus, docenti e impiegati amministrativi che minacciano di non rientrare, graduatorie per le supplenze contestate, problemi logistici e tanto altro ancora, riapre i battenti il mondo della scuola.

Il calendario per l'avvio delle lezioni scolastiche 2020-2021, come ogni anno, varia da regione a regione, o province autonome, con il ministero dell’Istruzione che ha indicato come apertura la data di lunedì 14 settembre, e con gli Enti locali che hanno poi deliberato i propri calendari in base alle diverse esigenze.

Ecco, al netto di alcune variazioni, ancora possibili nei prossimi giorni, il quadro della aperture in tutto il Paese.

Si riparte da Bolzano

I primi a tornare sui banchi di scuola saranno i ragazzi dell'Alto Adige, con la Provincia autonoma di Bolzano che ha fissato il via per lunedì 7 settembre (ma dal 3 attive le scuole dell'infanzia a Trento). Le scuole altoatesine, comprese quelle in lingua tedesca e ladina, saranno le prime ad iniziare le lezioni rispetto al resto d’Italia.

L’assessore all’istruzione Giuliano Vettorato ha parlato di un “avvio del nuovo anno scolastico in presenza e in piena sicurezza, secondo l’offerta formativa delle diverse scuole”.

L’Alto Adige, provincia autonoma che aveva anticipato anche la ‘Fase 2’ rispetto alle altre regioni italiane, ha confermato l’applicazione delle indicazioni sanitarie previste, ad oggi, dal Comitato tecnico scientifico.

È stato ribadito che la condizione per l’ingresso all’interno dell’area scolastica degli allievi e di tutto il personale, è l’assenza di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37,5 gradi.

In caso di presenza di uno dei sintomi è obbligatoria la permanenza a casa. All’ingresso della scuola non sarà necessaria la rilevazione della temperatura corporea che sarà affidata alla responsabilità dei genitori. Per la scuola dell’infanzia sono previsti ingressi scaglionati e differenziati nei singoli istituti e non sono previsti limiti al numero di bambini per gruppo. 

Nella scuola primaria e secondaria di primo grado le attività didattiche sono indicativamente comprese tra le ore 7,30 e le 14. Il servizio mensa, di competenza dei rispettivi Comuni, sarà garantito con modalità organizzative ad hoc e nel rispetto dei protocolli sanitari. Nella scuola secondaria di secondo grado la fascia oraria di ingresso è indicativamente compresa fra le ore 7,30 e le 9.

La fascia oraria per le scuole della formazione professionale terminerà, come da normale offerta formativa, alle ore 17,30. La didattica sarà in presenza, integrata con forme a distanza in relazione all’indirizzo e seguendo quanto stabilito dal piano digitale integrato.

È stato definito a livello di Provincia Autonoma che gli alunni e gli studenti, in particolare nella prima settimana di scuola, avranno la precedenza nell’utilizzo dei mezzi pubblici. La Provincia ha precisato che va “evitato l’utilizzo non necessario dei mezzi pubblici da parte degli altri utenti prima dell’inizio ed al termine delle lezioni”

Lombardia in due fasi

Inizio in due fasi in Lombardia. Lunedì 7 settembre apriranno tutte le strutture scolastiche per l’infanzia; il lunedì successivo, invece, lezioni al via in tutti gli altri gradi di istruzione.

La data del 14 settembre vedrà, inoltre, il primo giorno di scuola in gran parte delle regioni: si tratta di Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto e Sicilia.

In quest'ultima regione, tutti gli istituti scolastici scelti dagli enti locali come sede di seggio elettorale per il referendum sul taglio dei parlamentari oppure per le consultazioni amministrative, i dirigenti scolastici hanno la possibilità di prorogare l'apertura anche di dieci giorni, al 24 settembre.
Nella provincia autonoma di Trento, invece, le lezioni inizieranno regolarmente il 14 settembre, ma già dal 3 settembre scorso hanno preso il via tutte le attività delle scuole dell’infanzia.

Subito dopo sarà la volta del Friuli Venezia Giulia che ha previsto l ’inizio delle lezioni mercoledì 16 settembre, mentre il 22 settembre sarà la volta degli studenti della Sardegna.

Ultimi a tornare sui banchi di scuola, lunedì 24, saranno gli alunni di Puglia e Calabria, a cui si aggiungono quelli di Abruzzo e Basilicata (che in un primo momento avevano fissato l’apertura al 14) e quasi certamente quelli della Campania, dove ufficialmente si riparte il 14 ma nei prossimi giorni la Giunta regionale, anche su richiesta dell’Anci, dovrebbe deliberare la proroga.

In alcuni istituti, poi, un primo stop alle attività è in programma già tra il 19 e 22 settembre, considerato che si vota in tutta Italia per il referendum sul taglio dei parlamentari, in 7 regioni per la scelta di 6 governatori (in Valle d'Aosta solo per l'elezione del Consiglio) ed in oltre 1.100 Comuni.

Per sabato 26 settembre, infine, è in programma la prima manifestazione nazionale di protesta, promossa anche dalle organizzazioni sindacali.