I sindacati della scuola vanno in piazza: "Noi impegnati, il governo meno"

I sindacati della scuola vanno in piazza: "Noi impegnati, il governo meno"

Manifestazione nazionale il 26 settembre a Roma, aderiscono molti dei sindacati di categoria. Mentre la la ripresa delle lezioni si snoda tra ritardi e incertezze, il loro obiettivo è "riaffermare il ruolo centrale e e prioritario della conoscenza". 

scuola 26 settembre manifestazione nazionale sindacati

© Claudia Greco / AGF 
- Insegnante a scuola con mascherine e distanziamento

AGI - Ci saranno anche Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams alla manifestazione indetta dal Comitato Priorità alla scuola” per sabato 26 settembre a Roma. Obiettivo dell'iniziativa, "riaffermare il ruolo centrale e prioritario della scuola e della conoscenza come condizione di crescita del Paese e denunciare ritardi e incertezze che accompagnano l’avvio dell’anno scolastico, rischiando di comprometterne la riapertura in presenza e in sicurezza".

Per i sindacati il governo poco impegnato

Le organizzazioni sindacali "già dalla scorsa primavera hanno individuato priorità e necessità per la ripartenza, indicato soluzioni e sollecitato investimenti in termini di organici, di spazi, di servizi connessi al diritto allo studio quali, per esempio, i trasporti e le mense, ritenendo prioritario l’investimento sulle risorse professionali di cui la scuola ha soprattutto bisogno".

Ma - denunciano - all’azione sindacale unitaria di questi mesi "non è corrisposto analogo impegno e assunzione di responsabilità da parte del governo e del ministero dell’istruzione. Il Paese non può permettersi di ripartire con un’offerta formativa al ribasso, a causa dei ritardi e dell’insufficienza delle risorse. Serve un’inversione di rotta nelle politiche pubbliche, da orientare con decisione a sostegno dello sviluppo attraverso scelte mirate di forte investimento nei settori strategici, a partire dall’ istruzione e formazione, fattori indispensabili per il rafforzamento del tessuto democratico e la ripresa del Paese".    

Fondi Ue e diritto all'istruzione

"La crisi determinata dalla pandemia - sottolineano  Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams - rende ancor più indispensabile un radicale cambio di paradigma sociale-economico-politico, che la conoscenza ha il compito di orientare nella direzione di una cittadinanza attiva, intesa come capacità di prendere parte ai processi di trasformazione, avendo come fondamento d’azione i valori della democrazia, della sostenibilità ecologica, della pace".

Per i sindacati, "servono provvedimenti urgenti per garantire da subito a tutte e a tutti il diritto all’istruzione, al lavoro, alla salute e, accanto a questo, investimenti per riqualificare il sistema pubblico di istruzione, per innalzare i livelli di conoscenza, rafforzando ed estendendo il diritto all’istruzione e alla formazione; è il momento di fare scelte coraggiose per combattere disuguaglianze, dispersione, precarietà, destinando parte consistente dei fondi 'Next Generation Ue', il cosiddetto Recovery fund, ai luoghi dove le 'prossime generazioni' dovranno crescere e formarsi".

"La piazza del 26 settembre - assicurano - ci vedrà insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, con gli studenti, le famiglie, i cittadini, per affermare e difendere la nostra idea di scuola, organo costituzionale e pilastro della democrazia, sulla cui valorizzazione si giocano la credibilità e il futuro dell’intero Paese".