Batterio killer. gli ispettori del ministero della Salute all'ospedale di Verona

Batterio killer. gli ispettori del ministero della Salute all'ospedale di Verona

A chiedere che si faccia luce sulla vicenda sono Luca Zaia, e il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri  

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© Agf - Luca Zaia

AGI - “Diritto alla giustizia” per le famiglie, dice Luca Zaia, mentre il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, parla della necessità di “fare luce”. E annuncia l'invio degli ispettori del ministero della Salute nel nosocomio della città veneta.

E’ il momento di indagare sulle eventuali responsabilità della morte di quattro bambini uccisi all’ospedale veronese di Borgo Trento dal Citrobacter annidato in un rubinetto e nei biberon usati dal personale della Terapia Intensiva.

Zaia ha chiesto ai vertici dell'azienda ospedaliera di valutare provvedimenti

«Non possiamo ripagare in alcuna maniera le vite e le tragedie umane - premette il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia -  dico solo che stiamo osservando con attenzione quanto accaduto e ho voluto che si diffondesse la relazione appena conclusa. Ho poi chiesto al direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona Francesco Cobello di valutare ogni provvedimento e decisione necessaria».

Zaia ha spiegato di aver notificato la relazione all'Azienda ospedaliera chiedendo di assumere provvedimenti conseguenti precisando che non è la Regione a poter giuridicamente licenziare eventuale personale inadempiente. «Si tratta di uno uno dei batteri più terribili - ha spiegato - si parla di 98 pazienti, alcuni hanno perso la vita, altri hanno una qualità della vita pregiudicata. Penso che la relazione della commissione ispettiva istituita ci impegni in alcune riflessioni: da un lato ci sono le famiglie con il loro diritto alla giustizia, dall'altro gli operatori e di mezzo il tribunale. Per questo ho chiesto che la relazione sia inviata alla Procura della Repubblica, all'azienda ospedaliera e sia messa nelle disponibilità dei famigliari che purtroppo hanno incrociato il Citrobacter e vissuto questa tragedia». 

Per il viceministro Sileri, "Nina può essere la figlia di ognuno di noi"

 Lorenzo, Nina, Tommaso e Alice sono morti tra la fine del 2018 e quest’anno. Francesca Frezza, la mamma di Nina, è stata la prima a rendere pubblico il caso, protestando davanti all’ospedale.

«Esprimo dolore perché Nina può essere la figlia di ognuno di noi. Queste cose non devono succedere. Tornata la normalità dopo i controlli bisogna far luce sul passato. La procura farà luce, il ministero farà luce mandando gli ispettori”, ha assicurato il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, a `La vita in diretta´ su Rai 1. «È necessario vigilare quanto più possibile - ha aggiunto - fare attuare protocolli. Il ministero è presente per fare in modo che non accadano più episodi del genere».