Libero Grassi e la sfida della bellezza, un parco per la nuova Palermo

Libero Grassi e la sfida della bellezza, un parco per la nuova Palermo

29 anni fa la mafia uccideva l'imprenditore. La memoria si lega all'impegno e l'area di Acqua dei Corsari diventa modello di rigenerazione sociale e di un patto tra comunità scientifica e territorio 

parco libero grassi Palermo

©  parcolibero.org -  Libero Grassi

AGI - "Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà", pensava Peppino Impastato. In fondo è il senso della scommessa del "Parco Libero", dedicato a Libero Grassi, pensato e voluto dalla famiglia e da un gruppo di professionisti e cittadini.

Sono passati 29 anni dall'omicidio dell'imprenditore, ucciso dalla mafia il 29 agosto 1991. Memoria e impegno si legano in modo ancora più forte quest'anno: in via Vittorio Alfieri, nel giorno dell'agguato,"un fiore in ricordo di Libero Grassi" . Poi presentazione dell'Associazione Parco Libero" e del workshop di progettazione.

L'associazione, presieduta da Alice Grassi, è nata, spiega all'AGI la figlia di Libero, "dalla volontà di un comitato spontaneo di cittadini che ha scelto di farsi promotore e attenta sentinella di un'area urbana abbandonata al degrado". Un'area, quella di Acqua dei Corsari, intestata nel 2013 alla memoria del coraggioso e tenace imprenditore.

Seguendo l'esempio di Libero, promuovendo la diretta responsabilità al cambiamento, l'associazione, spiega ancora Alice, architetto, ha scelto di "prendersi cura di uno spazio urbano" per costruire futuro attraverso la memoria e la rigenerazione sociale dei luoghi.

L'area urbana di Acqua dei Corsari, sulla costa sud ai limiti della periferia della città di Palermo, cuore di questo intervento ambizioso e di grande impatto, forza e visione, prende il nome da una leggenda che racconta come alcuni corsari si siano salvati grazie a una ricca sorgente d'acqua trovata nei dintorni della frazione. Negli scorsi decenni è diventato uno dei simboli del degrado e del 'sacco edilizio' di Palermo. Adesso lo può essere di un nuovo ulteriore riscatto.

parco libero grassi Palermo
©  parcolibero.org
 L'area del Parco Libero

In attesa della bonifica e messa in sicurezza dell'area da parte del Comune di Palermo (che dovrebbe concludersi nel 2022), l'Associazione lancerà un workshop internazionale di progettazione sul Parco Libero, che l'anno prossimo vedrà il coinvolgimento di diversi soggetti, tra cui l'Università di Palermo, la comunità scientifica di architettura del paesaggio e la comunità locale.  

La progettazione di uno spazio aperto di uso pubblico "è sempre una grande occasione, una grande sfida", sottolinea Alice Grassi, "che vuole innanzitutto favorire un processo di coinvolgimento di un territorio particolarmente difficile e dei suoi abitanti". Non si tratta infatti solo di progettare luoghi, ribadisce l'associazione, ma anche di individuare strategie e linee di azione che possano includere e coinvolgere i diversi attori che devono essere protagonisti in una operazione di recupero del paesaggio e di valorizzazione del luogo.

Sarà partner dell'associazione la I-asla, società scientifica di architettura del paesaggio, che raccoglie docenti e studenti universitari della materia. La scommessa è che il parco intitolato a Libero Grassi, finita la bonifica, "non torni ad essere terra di nessuno ma venga aperto alla pubblica fruizione diventando laboratorio di innovazione sociale e motore di sviluppo economico".

Per fare questo, afferma Alice, occorre il sostegno e la collaborazione degli operatori economici e sociali: "L'Associazione Parco Libero non ha finanziamenti pubblici e può operare solo grazie al contributo dei suoi sostenitori e del lavoro dei volontari".  

Il progetto offre grandi opportunità su più fronti. Uno spazio per bambini e ragazzi, un'area all'aperto che la mattina potrebbe essere a disposizione delle scuole. Nel pomeriggio potrebbe diventare una scuola di disegno e altro per bambini e adulti e d'estate un centro di educazione ambientale. Poi un teatro che esiste già: i gradoni per il pubblico; ma servono anche un palcoscenico, i camerini, luci e amplificazione...

Un museo open air diffuso per l'intera area del parco. Le aree ristoro e picnic e un'area di sgambatura per cani che potrebbe essere gestita da chi organizza corsi di agility dog e pratica la Pet Therapy. Infine il mare, che è lì di fronte, per nuotare, per praticare la vela e il canottaggio, per pescare o solo per ammirarlo.

Un parco "Libero", quindi accessibile a tutti.  Ripartire dal territorio, allora, liberarlo, costruire partecipazione, restituire bellezza. "E' una questione di dignità", direbbe pure oggi Libero Grassi.