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Milano e Roma divise sui test anti Covid negli aeroporti

Milano e Roma divise sui test anti Covid negli aeroporti

Negli scali romani si è scelto il metodo sierologico rapido, in quelli milanesi il tampone. Le differenze e il parere dell'esperto.

Coronavirus Milano Roma aeroporti


AGI  – Test  con risultato in 30 minuti a Fiumicino e in 24/48 ore a Malpensa e Linate per i viaggiatori provenienti dai Paesi cosiddetti a rischio (Croazia, Spagna, Malta, Grecia). Una differenza di tempistica che si spiega col fatto che nell’aeroporto romano vengono effettuati i test rapidi (che non sono tamponi) e negli scali lombardi quelli molecolari, cioé i tamponi, per verificare la positività al coronavirus.

Molecolari e sierologici, i pro e i contro

Scelte basate su diverse valutazioni relative ai 'pro' e ai 'contro' di entrambi i tipi di analisi. I test rapidi hanno due vantaggi: isolano subito un potenzialmente positivo in attesa che poi il tampone confermi che si tratta di Covid, un passaggio comunque obbligato; e 'smaltiscono' più velocemente le code, evitando assembramenti. 

Lo svantaggio è che, a detta unanime della comunità scientifica, sono molto meno affidabili nella diagnosi e richiedono poi una conferma in caso di una prima positività. D'altro canto, il test molecolare ha alti margini di affidabilità ma lascia una finestra di 24/48 ore in cui una persona potenzialmente positiva potrebbe infettare altri, se non si mette in prudenziale isolamento domiciliare, e rende più lente le procedure nello scalo, facilitando assembramenti.

I test rapidi, quelli eseguiti sui passeggeri che arrivano da zone a rischio all’aeroporto di Fiumicino, fanno parte della categoria dei ‘sierologici’, e costituiscono una modalità diagnostica distinta dai test molecolari, adottati invece negli scali lombardi.

Diverso il metodo con cui si procede: per i test rapidi, è sufficiente una goccia di sangue ottenuta dal polpastrello per riscontrare la presenza o meno degli anticorpi che indicano un contatto con l’infezione; per quelli molecolari si procede col tampone nasofaringeo mediante una sorta di cotton fioc. 

 E diverse anche le 'informazioni' che forniscono. Il tampone serve per sapere se l’infezione è in atto nel momento in cui l’esame viene effettuato, mentre il sierologico individua la presenza di anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario in risposta al virus, ci dice cioé se siamo entrati in contatto col Covid.
 

L’assenza di anticorpi non esclude la possibilità di un’infezione in fase precoce col rischio che un individuo, pur essendo risultato negativo, risulti contagioso.

Il test rapido può suggerire se una persona ha anticorpi (IgM positivi) che indicano un’infezione recente o passata (IgM negativi e IgG positivi). La positività a un test rapido, la cui affidabilità non è ritenuta elevata dalla comunità scientifica, deve comunque essere confermata da un tampone.

Non sono infrequenti discrasie tra l’esito del test rapido e quello del tampone. Tra i test sierologici si annoverano anche quelli quantitativi, effettuati con un normale prelievo di sangue, ritenuti più attendibili dei rapidi. 

Il parere dell'esperto

"I test rapidi in aeroporto, pur non essendo affidabili al cento per cento, sono certamente meglio di niente o meglio di un tampone tradizionale che richiede dalle 24 alle 48 ore prima di dare un risultato". Spiegato all'AGI Claudio Mastroianni, direttore della Clinica malattie infettive del Policlinico Umberto I di Roma e vice presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali, riferendosi alla scelta della Regione Lazio di utilizzare test rapidi in aeroporto per individuare eventuali infetti dal nuovo coronavirus. A Malpensa, invece, si è deciso di procedere con il classico tampone molecolare.

 "I test che si effettuano negli aeroporti del Lazio fanno una ricerca rapida degli antigeni del virus e, anche se non sono molto sensibili, quantomeno consentono di intercettare le persone contagiate di recente e quelle con la più alta carica virale", spiega Mastroianni. "Questo significa che nel giro di mezz'ora è possibile individuare le persone più contagiose - aggiunge - Mi sembra uno screening abbastanza importante, pur con i suoi limiti".

 Più complicata, secondo l'esperto, l'opzione scelta per Malpensa, quella che si basa sui tamponi tradizionali. "In questo caso le persone che arrivano in aeroporto dovrebbero essere messe in isolamento fino a che non sarà pronto l'esito del tampone. Una procedura, questa, non  affatto semplice", dice Mastroianni, secondo il quale ora "la vera sfida sarà quella di effettuare test rapidi in maniera massiva".