"Questi numeri possono schizzare rapidamente", dice Miozzo

"Questi numeri possono schizzare rapidamente", dice Miozzo

Intervista del coordinatore del Comitato tecnico scientifico a SkyTg24: "Dobbiamo arrivare a metà settembre con dei numeri contenuti"

contagi coronavirus rischio lockdown

© TONY KARUMBA / AFP - Agostino Miozzo

AGI - "La priorità assoluta del nostro Paese è il ritorno alla normalità della scuola, alla scuola in presenza e non alla scuola in remoto e attraverso un computer. Per fare questo dobbiamo fare i più grandi sforzi, ma dobbiamo essere preparati, dobbiamo arrivare a metà settembre con dei numeri contenuti". Lo ha detto a Sky TG24 il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo.

Secondo Miozzo, i numeri attuali dei contagi in Italia "ci fanno capire che siamo ancora in uno scenario assolutamente gestibile e governabile. Però l'aspetto è importante è la precarietà di questi numeri che possono schizzare rapidamente. Se due, tre, quattro o cinque focolai ci sfuggono i numeri saltano ai livelli di Francia, Spagna o Grecia". Ancora: "Servono allerta massima e attenzione - ha sottolineato - deve essere quasi un'ossessione: la mascherina e il distanziamento sono importanti. Il virus non si è attenuato e circola, quindi dobbiamo contenerlo e conviverci fino a quando non ci sarà il vaccino che auspichiamo sia disponibile entro la fine dell'anno".

Il rischio di nuovi lockdown

Miozzo ha ribadito che "i lockdown saranno inevitabili se saremo distratti nei confronti di quelle misure di contenimento e di precauzione che sono la mascherina, il distanziamento e l'igiene personale".

"L'avviso di garanzia al presidente Conte era un atto dovuto e assolutamente prevedibile. Io ritengo che il ministro Speranza, ma anche tutto il governo, si siano comportati in maniera assolutamente corretta", aggiunge il coordinatore del Cts, secondo il quale il governo "non poteva fare qualcosa diverso da quello che ha fatto. Sono state scelte drammatiche e dolorose. Eravamo i primi della lista europea, oggi siamo gli ultimi. Per fare questo - ha concluso - abbiamo pagato un prezzo altissimo, con le scelte coraggiose di chiudere tempestivamente e di controllare che ci hanno portato alle condizioni di oggi".