Ponte Morandi, il Covid ha rallentato l'inchiesta ma in autunno si accelera

Ponte Morandi, il Covid ha rallentato l'inchiesta ma in autunno si accelera

 Il punto sulle indagini a due anni dalla tragedia che costò la vita a 43 persone. Gli indagati sono 71 tra cui gli ex vertici dell'Aspi, funzionari del ministero e tecnici

​Ponte Genova inchiesta Aspi

©  Foto: Andrea Leoni / AFP -   Crollo ponte Morandi, Genova

(AGI) - Genova, 12 ago. - L'inchiesta sul crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, ha subito un rallentamento a causa dell'emergenza Covid-19. Ma l'autunno cercherà di imprimere una nuova accelerata. A poco più di due anni dalla tragedia costata la vita a 43 persone, entro il 31 ottobre verrà infatti consegnata la perizia sulle cause che hanno portato disastro. Un appuntamento fondamentale perché sarà quella prova che definirà eventuali responsabilità e su cui poi si baserà il futuro processo.

Interventi su pila 9 e 10 mai eseguiti

 Al momento gli indagati sono 71: tra loro figurano gli ex vertici di Aspi, della società che si occupava delle manutenzioni, Spea, funzionari del ministero dei Trasporti e tecnici. Oltre a loro, le due società, accusate a vario titolo di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, attentato alla sicurezza del trasporti, falso. Secondo la Procura, la struttura era ammalorata, tanto che nel 2015 era stato approvato un progetto di retrofitting per consolidare le pile 9 (quella crollata) e la 10. L'intervento, rinviato per 3 anni, non è stato mai eseguito perché nel frattempo la struttura è collassata. 

Relazioni sulla sicurezza edulcorate

Nel frattempo, l'analisi dei resti del viadotto, la mole infinita di materiale cartaceo e informatico raccolto in 24 mesi dagli uomini del primo gruppo della Guardia di Finanza, ha fatto emergere che le relazioni sulla sicurezza venivano edulcorate e modificate: manutenzioni e sicurezza, secondo l'accusa, erano in secondo piano.  Ed è stato proprio il lavoro certosino di indagine sul crollo del Morandi a far emergere nuovi filoni di inchiesta: da quello sui falsi report sui viadotti liguri e di altre regioni, fino a quelle sulle gallerie, fronte caldissimo anche quest'ultimo dopo il crollo di calcestruzzo dalla volta della Bertè il 30 dicembre 2019 che ha portato anche il Mit a chiedere nuove ispezioni in tutte le gallerie della Liguria: 285 tunnel liguri passati al setaccio, con un piano di controlli modificato poi a maggio e con i disagi continui lungo il nodo autostradale della regione.