Come è andato il primo giorno di ridistanziamento sui treni

Come è andato il primo giorno di ridistanziamento sui treni

Prima le compagnie avevano aperto alla vendita del 100% dei posti disponibili, poi in poche ore sono state costrette e ripristinare la metà capienza, a seguito dell'ordinanza della Ministero della Salute. Ieri i disagi non sono mancati, e oggi?

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AGI - Torna la 'scacchiera' dei posti a sedere in treno, proprio nel primo weekend di esodo estivo. E torna con il cambio in corsa delle direttive, avvenuto sabato: prima le compagnie avevano aperto alla vendita del 100% dei posti disponibili, poi in poche ore sono state costrette e ripristinare la metà capienza, a seguito dell'ordinanza della Ministero della Salute, che ristabilisce il distanziamento tra un passeggero e l'altro.

La conseguenza diretta sono due giorni di incertezza - e forse altri a venire - per i viaggiatori. Soprattutto per quelli che, programmando vacanze last-minute, avevano sfruttato la 'finestra' di apertura delle vendite per acquistare biglietti, che risultano ora su sedili destinati a rimanere vuoti. Mentre Italo ha immediatamente annunciato la cancellazione di 8mila prenotazioni e la soppressione di 8 convogli, Trenitalia non fornisce numeri su quanti siano i viaggi 'a rischio'.

La compagnia di Stato, intorno alle 2 di stanotte, ha inviato una mail a chi ha prenotato ieri, lanciando - fra le righe - una piccola 'frecciata' al Ministero della Salute, che - si legge - "ha sospeso l'applicazione delle misure precedentemente attuate in coerenza con quanto previsto dal Dpcm dello scorso 14 luglio che consentivano la deroga al distanziamento sociale a bordo dei treni Alta velocità e a Media e Lunga Percorrenza in presenza di specifiche condizioni".

Ieri mattina invece sono partite le telefonate dirette ai passeggeri, per dare loro due possibilità: ottenere un rimborso in caso di cancellazione del treno o annullamento della tratta, oppure per spostarsi su un'altra corsa. "Nel primo giorno di applicazione dell'ordinanza, nonostante il poco tempo a disposizione, e' stato fatto tutto il possibile per dare sicurezza a tutti i passeggeri", afferma la società, in una nota del pomeriggio.

Il Sudoku delle partenze

Insomma, per trovare un biglietto ed essere sicuri di partire, quest'anno ci vuole la stessa abilità che per completare un sudoku in spiaggia. A Termini, principale stazione di Roma, però, dell'atmosfera di mare ci sono solo i 40 gradi di una giornata torrida. Mentre i viaggiatori cercano di destreggiarsi tra richieste di informazioni e misurazione della temperatura. Complessivamente, sarà l'aria di vacanza, non sembra troppo preoccupato chi parte oggi, e magari ha prenotato già qualche settimana fa. Ma per tutti è meglio "mantenere ancora le distanze, non si sa mai".

È il caso di Tonino, diretto a Napoli, che indossa diligentemente la sua mascherina, o di Marta, 23enne, che è appena arrivata da Milano ed è diretta in Puglia: "Meglio sedersi a scacchiera, si sta più comodi". La paura del virus, insomma, non può superare quella di rimanere a terra e magari passare ore ed ore in stazione in attesa di notizie.

Della classica atmosfera da prima settimana d'agosto e da partenza per la 'villeggiatura' mancano i classici ritardi: la voce in stazione sembra annunciarne meno del solito.

La politica si fa sentire

A tuonare sono invece le voci della politica. La Lombardia - con la sua assessora alla Mobilità, Claudia Terzi - difende la sua decisione di mantenere il 100% della capienza sui treni del trasporto pubblico locale: "In linea con il resto del Nord", dice. Una scelta che aveva fatto discutere anche sui social: c'è chi ricorda - come Alessio - che forse aumentano i sedili disponibili, "ma non le corse, che erano state ridotte causa Covid e sono ancora meno con l'orario estivo". 

"I cittadini hanno bisogno di certezze e non di assistere a liti tra ministri che generano norme contraddittorie", affonda l'assessora lombarda. Il riferimento è al 'battibecco' che sarebbe intercorso tra la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, e il collega della Salute, Roberto Speranza. Pronto a smentire le 'malelingue' il portavoce della Sanità, che in una nota fa rientrare la polemica e bolla come "infondate" le ricostruzioni sulle divergenze" tra i due titolari di dicastero.