Chi sono i tre stranieri radicalizzati espulsi dal Viminale

Chi sono i tre stranieri radicalizzati espulsi dal Viminale

Nel 2020 sono stati eseguiti ad oggi 28 allontanamenti/espulsioni dei quali 5 con provvedimento del ministro dell'Interno, 19 del prefetto, 2 dell'autorità giudiziaria, 1 per respingimento e 1 per riammissione secondo la "procedura Dublino

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 Roma Palazzo del Viminale

AGI - Tre stranieri radicalizzati, un egiziano e due tunisini, sono stati espulsi a seguito di un provvedimento del ministro dell'Interno e di due sottoscritti dai prefetti competenti. Lo rende noto il Viminale sottolineando "l'intensa attività della Polizia di Stato, coordinata dalla direzione centrale per la prevenzione, diretta dal prefetto Lamberto Giannini".

Nel 2020 sono stati eseguiti ad oggi 28 allontanamenti/espulsioni dei quali 5 con provvedimento del ministro dell'Interno, 19 del prefetto, 2 dell'autorità giudiziaria, 1 per respingimento e 1 per riammissione secondo la "procedura Dublino".

Sono 489 le espulsioni/allontanamenti eseguiti dal 2015 a oggi

È stato allontanato dal territorio nazionale E. A. A. A., cittadino egiziano, imam presso l'associazione culturale islamica "La Pace" di San Donà di Piave in provincia di Venezia. L'uomo è risultato "seguace di un orientamento religioso islamico improntato al salafismo ortodosso", "attestato su posizioni radicali" e "in contatto con persone, anche di altri Stati europei, gravitanti in ambienti islamisti e dedite a condotte criminali".

L'imam ha "apertamente palesato il suo pensiero estremista nel corso di un'orazione tenuta presso la moschea salafita al-Nur di Berlino". È stato rimpatriato dalla frontiera marittima di Genova, in esecuzione di un provvedimento di espulsione del prefetto di Como, il cittadino tunisino S. M. B. B., condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti, emerso all'attenzione nel corso della detenzione quale "fervente seguace di un ristretto di nazionalità algerina, espulso nel 2018 per la sua opera di proselitismo in chiave ultra-radicale con esaltazione del jihad e del martirio".

Evaso nel 2017 dal regime degli arresti domiciliari a Brescia, è stato rintracciato in Svizzera nell'ottobre del 2019 con false generalità. Ricondotto in carcere a Como, è stato sottoposto ad "attento monitoraggio per le sue esternazioni volte all'istigazione dell'odio razziale ed interreligioso".

Con provvedimento di espulsione del prefetto di Bologna è stato, infine, allontanato B. O., tunisino pluripregiudicato per reati comuni, già domiciliato a Ravenna. L'uomo è emerso all'attenzione degli apparati di sicurezza nel luglio 2015 dopo essersi improvvisamente trasferito dal nostro Paese in Germania insieme alla giovane moglie italiana della quale il padre aveva denunciato la scomparsa.

Dai successivi approfondimenti investigativi si e' appurato che aveva cercato di convincere la donna a raggiungere la Siria per unirsi allo Stato Islamico. L'uomo, che nel frattempo era stato arrestato in Germania per lesioni e rapina, era "legato da rapporti di amicizia con un connazionale residente nella provincia di Ravenna già condannato per il reato di 'arruolamento con finalità di terrorismo'". Tornato irregolarmente in Italia, era stato nuovamente arrestato nel dicembre 2019 per reati contro la persona e in materia di stupefacenti.