Scuola:  il rebus dei nuovi banchi, per i sindacati non basteranno

Scuola:  il rebus dei nuovi banchi, per i sindacati non basteranno

Il 30 luglio scadrà il bando di gara europeo indetto dal commissario Arcuri 

 scuola banchi presidi

© ROBIN UTRECHT/SIPA / AGF - La distanza tra i banchi a scuola

Ancora pochi giorni e sapremo se il 14 settembre l'anno scolastico potrà partire in sicurezza, con i banchi monoposto disponibili per ciascuno studente. Il 30 luglio scadrà il bando di gara europeo indetto dal commissario straordinario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, per reperire i nuovi arredi indispensabili per garantire la distanza di un metro richiesta dal Comitato tecnico scientifico in funzione anti-Covid.

 "L'esigenza di dotare le scuole di banchi monoposto è assoluta e speriamo che a livello europeo si riesca a soddisfarla" dice Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi. "È evidente che la produzione nazionale potrebbe avere qualche difficoltà - sottolinea - ma il bando è europeo, anche perchè al di sopra di un certo importo non ci si può limitare alla produzione nazionale".

Oltre ai banchi, i temi più urgenti sono "gli spazi e le risorse umane". "Secondo una stima grossolana - afferma il capo dei presidi - servirebbero tra le 20 e le 30 mila aule per attuare il distanziamento imposto dal Covid. Tocca gli enti locali reperirle, ma nessuno può sapere a che punto sono. Non esiste un coordinamento unitario". -

La segretaria generale della Cisl scuola, Maddalena Gissi è critica: "Sugli arredi super moderni si sprecano molte parole ma senza reali investimenti saranno solo sedie vuote. Il nostro timore è che l’acquisto dei banchi sottrarrà risorse alle richieste di personale che le scuole stanno inoltrando". Inoltre, "sappiamo per certo che in alcune province i dirigenti scolastici hanno fatto poche richieste anche a seguito di note amministrative quasi intimidatorie. Il nostro obiettivo - conclude la dirigente sindacale - è avere aule con una sedia, un banco per alunno e un docente per l’intera classe. Chissà se il puzzle sarà completo".

Secondo Roberta Fanfarillo, responsabile nazionale dei dirigenti scolastici della Flc-Cgil, "c'è il rischio che nel primo giorno di scuola manchino negli istituti i banchi monoposto in numero sufficiente per assicurare la permanenza degli alunni in classe con il distanziamento di un metro previsto dal Comitato tecnico scientifico. Assistiamo anche noi alle lamentazioni dei produttori. Ci sembra di capire - conclude Fanfarillo - che sarà difficile garantire una fornitura consistente per tutto il territorio nazionale". 

Chiude il coro delle critiche il segretario generale della Uil scuola, Pino Turi. "La storia dei banchi nuovi mi sembra un'arma di distrazione di massa - osserva - il problema vero non sono i banchi, ma le persone che stanno dietro e davanti ai banchi", cioè gli studenti e i docenti, che "non sappiamo se troveranno gli spazi adeguati per convivere". 

"Basta ridurre il numero degli alunni per classe e i banchi possono restare quelli vecchi - fa notare Turi - ma qui invece di pensare a come ridurre gli alunni per classe si sta pensando a come farli stare tutti dentro. Mi sembra che si stia sbagliando approccio. Conclude Turi: "aspettiamo comunque l'esito del bando che è partito tardi e male".