Sciopero dei trasporti a Genova. Centro bloccato da tir e bus

Sciopero dei trasporti a Genova. Centro bloccato da tir e bus

I manifestanti chiedono la Gronda. "Le infrastrutture non sono più sufficienti da diversi anni e le imprese se ne vanno", denuncia un sindacalista 

trasporti  viabilità Genova autostrade

AGI - Centro di Genova bloccato dalla manifestazione degli autotrasportatori. Tir, bus, furgoni e taxi sono sfilati in corteo, tra le bandiere dei sindacati, per raggiungere la prefettura dove è stato organizzato un presidio. "Il 3 agosto inauguriamo il nuovo ponte San Giorgio, non vorremmo che si apra con una bella coda sopra". 

Oggi l'emergenza sono le gallerie, domani però è come sviluppare le infrastrutture di questo territorio", dice all'AGI Andrea Gamba, della Filt Cgil Liguria, a margine del corteo partito stamane da via Buozzi, a Genova, e arrivato in piazza De Ferrari. ​"Sono in piazza tutti i lavoratori dei trasporti -  sottolinea Gamba - dalla portualità, la parte della logistica, il trasporto pubblico locale, i parcheggiatori, tutti quelli che fanno muovere il territorio genovese che è afflitto dai recenti blocchi autostradali, ma non solo: le infrastrutture della Liguria non sono più sufficienti da diversi anni e non permettono alle imprese di venire ad investire e creare lavoro e opportunità. Anzi: succede il contrario, tendono ad andarsene".

I manifestanti chiedono la Gronda

I mezzi pesanti hanno aperto il corteo, a suon di clacson, seguiti dai taxi e dai mezzi pubblici, tutti a chiedere un'unica cosa: "Sbloccate la viabilità ligure, a partire dal congestionato nodo genovese".  Secondo Gamba, "chi deve decidere, governo principalmente, ma anche Regione e Comuni, non sono in grado di fare le scelte necessarie. È diverso tempo che c'è il Terzo Valico, e speriamo lo completino nel più breve tempo possibile, ma non basta: serve la Gronda. Ci sembra inopportuno e fuori tempo che si torni a discutere della Gronda - sostiene il sindacalista - è stata decisa, il territorio la vuole, noi sindacati la vogliamo, non possiamo rimettere in discussione l'opera, altrimenti chi deve venire ad investire scappa e questa città è destinata a morire".