Migranti, non si placano le tensioni in Calabria. Ad Amantea è arrivato l'Esercito

Migranti, non si placano le tensioni in Calabria. Ad Amantea è arrivato l'Esercito

Proteste della popolazione preoccupata per la presenza dei migranti e per il rischio di nuovo focolaio. Santelli al governo: "Subito blocchi in mare o interverrò io". 

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© Luigi Salsini / AGF 
-  Jole Santelli

AGI. - L'Esercito presidia la struttura di Amantea (Cs) nella quale sono ospitati alcuni dei migranti risultati positivi al Covid-19 dopo lo sbarco avvenuto a Roccella Jonica. Una decisione assunta dopo una riunione tenuta ieri sera nella Prefettura di Cosenza che ha fatto il punto sulle criticità emerse anche a causa della forte protesta di ieri da parte della popolazione. Tensioni che non si sono ancora placate e per le quali i cittadini di Amantea hanno annunciato ulteriori azioni, probabilmente già in mattinata con un presidio davanti al Comune. Complessivamente, secondo i dati ufficiali della Protezione civile, sono 26 le persone risultate positive dopo i controlli e, di queste, 13 sono state accolte ad Amantea, 8 a Bova Marina (RC) e 5 a Roccella Jonica (RC) . Tutte strutture dedicate che sono state individuate dalla Prefettura di Reggio Calabria.

Ma la reazione di Amantea è stata particolarmente dura. Nella popolazione c'è preoccupazione per la presenza dei migranti e c'è il timore che possa essere alimentato un nuovo focolaio in una realtà turistica che potrebbe anche risentirne come immagine. Nella riunione tenuta in Prefettura a Cosenza, la decisione è stata quella di presidiare il centro per evitare che i migranti possano uscire o avere contatti con l'esterno.

"Le regole di ingaggio definite dalle forze dell'ordine - è scritto in una nota - sono di non consentire l'uscita degli ospiti dal centro migranti Solo il personale medico autorizzato, o quello destinato al vettovagliamento, potrà entrare. Nel centro inoltre è stata assicurata la costante sorveglianza sanitaria da parte di apposito presidio medico e di unità specialistiche, che già da ieri, all'arrivo dei migranti, stanno effettuando i necessari controlli e monitoraggi". Un tentativo di gettare acqua sul fuoco e placare la rabbia dei residenti, pur consapevoli che le tensioni non si spegneranno facilmente. 

Intanto la governatrice della Calabria, Jole Santelli, è tornata ad appellarsi al governo: "Per l'immediato chiedo che, come d'altra parte è già avvenuto durante il lockdown, chi arriva sia sottoposto a quarantena o sulle navi di provenienza requisite o su quelle della Marina, non a terra". È risoluta nell'intervista al Corriere della Sera la governatrice della Calabria Jole Santelli, per la quale "è chiaro che è necessario un blocco navale". Infatti, si chiede, "che senso ha impedire i voli da Paesi a rischio e poi permettere gli ingressi a persone già malate?" Pertanto il blocco "va fatto senza aspettare l'Europa". Meglio ancora: "Va fatto e basta".

Quindi la governatrice di Forza Italia chiede un intervento immediato altrimenti "dovrò bloccare io gli sbarchi. Voglio sperare di non essere costretta a farlo", perché "il rischio di vita oggi è per tutti, per noi e per loro" che arrivano dal mare, e "lo Stato ha il dovere morale di proteggere chi ha lottato contro il virus, e ora che ci sta riuscendo si trova esposto al rischio di un'ondata di ritorno gravissima". Quindi chiosa: "Non è questione di ideologie, non c'e' destra o sinistra su queste cose. Non possiamo essere invasi".