Zaia stringe le maglie sui rientri in Veneto: isolamento e tampone obbligatorio

Zaia stringe le maglie sui rientri in Veneto: isolamento e tampone obbligatorio

Il presidente del Veneto vara una nuova ordinanza e chiede al governo un inasprimento delle sanzioni per chi non rispetta le misure e propaga il contagio

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© Agf - Luca Zaia

AGI - Un viaggio in Serbia di uno dei titolari dell'azienda vicentina Laserjet ha rivelato quello a cui nessuno dall'inizio dell'emergenza coronavirus ad oggi aveva mai ipotizzato. Ovvero che sanitari e amministratori potrebbero trovarsi davanti persone che rifiutano deliberatamente le cure, mentendo sulla loro salute e infischiandosene delle norme di sicurezza.

Così, come già accaduto diverse volte dal 21 febbraio, trovato il 'vulnus', il governatore del Veneto Luca Zaia tenta di metterci una pezza a colpi di ordinanze. L'ha fatto anche oggi presentando una norma regionale che prevede l'obbligo di isolamento fiduciario per 14 giorni nei casi di contatto a rischio con soggetti positivi, di ingresso in Veneto da paesi a rischio e di compresenza di febbre e difficoltà respiratoria; obbligo di due tamponi per chi torna in Veneto da viaggi di lavoro della durata di meno di 120 ore (pena una sanzione di mille euro per ciascun dipendente dell'azienda); obbligo per ogni organo accertatore di comunicare a sindaco, prefetto e autorità giudiziarie l'elenco di tutti le persone in isolamento e soprattutto la denuncia d'ufficio per chi rifiuta il ricovero. Il tutto avvertendo che chi nasconde di essere positivo rischia, da norma nazionale, l'arresto e la condanna per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, lesioni personali fino all'omicidio volontario, anche solo nella forma tentata.

Ma nel giorno in cui una nuova indagine del Sole 24 Ore lo incorona il governatore più amato d'Italia, Zaia si rivolge al governo. "A livello nazionale mi aspetto che si vada ad inasprire il tema (della violazione, ndr) dell'isolamento fiduciario portandolo al penale, non solo a una ammenda da mille euro, e mi aspetto che sul ricovero coatto si provveda a trovare una modalità che si potrà identificare con un decreto in modo che sanitari possano provvedere" ha spiegato in conferenza stampa.

L'attenzione non va abbassata anche se i contagi calano. Anzi, un nuovo rischio preoccupa in Veneto. "Dal primo di luglio ad oggi in Veneto abbiamo avuto 28 contagi che sono una inezia dal punto di vista epidemiologico, probabilmente ci sono patologie che stano aggredendo di più la nostra comunità, ma 15 di questi sono di virus importati che coinvolgono stranieri - ha spiegato nel corso del consueto punto stampa alla sede della Protezione civile di Marghera (Venezua) - Sono i virus transfrontalieri il vero tema emergenziale oggi, e che non venga fuori il razzismo o altre menate. Abbiamo capito che il vero pericolo è il portarsi a casa il virus perché i contagi di veneti in Veneto sono microfocolai".