150 vaccini in corsa per sconfiggere il Coronavirus

150 vaccini in corsa per sconfiggere il Coronavirus

Secondo l'Oms, in una settimana erano 124. Almeno 17 tra tutti sono in fase di sperimentazione sull'uomo

150 vaccini in corsa per sconfiggere il Coronavirus

© Marcel Kusch / DPA / dpa Picture-Alliance via AFP - Un laboratorio nel Nord Reno-Westfalia dove si testano gli effetti del Remdesivir

AGI - Sono saliti ad almeno 150 i vaccini in fase di sperimentazione nel mondo contro il Sars-Cov 2, tra cui anche quelli sviluppati da India, Nigeria e Indonesia. Ad annunciare i dati è stata l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) che ha rilevato che almeno 17 tra questi sono in fase di sperimentazione sull'uomo. La scorsa settimana, secondo l'OMS, erano solo 124 i prodotti in fase di sviluppo e appena una decina tra loro erano in fase di sperimentazione sull'uomo.

Tra le novità che sono emerse in questa ultima settimana c'è sicuramente quella rappresentata dal vaccino prodotto dall'Imperial College di Londra. "Sono cautamente ottimista - ha spiegato in un'intervista al Guardian Robin Shattock, il ricercatore che ha guidato il team del prestigioso ente di ricerca britannico - sul fatto che funzionerà come qualsiasi altra cosa sia in fase di sviluppo perchè induce buone risposte immunitarie nei modelli animali, e prevediamo che sarà lo stesso negli esseri umani e sarà molto sicuro perchè stiamo usando dosi basse". "Quello che non sappiamo - ha aggiunto - è quale livello di immunità è necessario per prevenire l'infezione. Spero che il nostro sia uno di quelli di successo, ma non ci sono garanzie fino a quando non avremo i dati che dimostrano che funziona".

Anche se il vaccino dell'Imperial College non sarà tra i primi ad arrivare al termine della sperimentazione e a vedere l'approvazione per la distribuzione, è molto importante che il numero dei prodotti in fase di sviluppo sia aumentata in tutto il mondo. "L'idea che un singolo vaccino sarà lanciato in modo tempestivo in tutto il mondo, penso che sia molto ingenuo" ha spiegato Shattock. è per questa ragione che anche alcuni paesi in Asia e in Africa hanno deciso di avviare e di sostenere progetti di vaccini "fatti in casa".

Per esempio l'Indonesia, dove proprio giovedì scorso Ali Ghufron Mukti, il capo del gruppo di ricerca nazionale COVID-19 dell'Indonesia ha annunciato la decisione di avviare un programma autonomo di sviluppo che, al momente prevede almeno due diversi vaccini. "Sarà dall'Indonesia all'Indonesia" ha spiegato. Tra i principali motivi della decisione la difficoltà della catena di approvvigionamento globale e la difficoltà da parte delle aziende biotech di produrre un numero sufficiente di dosi per soddisfare la domanda. All'inizio di giugno Bio Farma, di proprietà statale, l'unico produttore di vaccini in Indonesia, ha collaborato con la società biofarmaceutica cinese Sinovac Biotech. Mukti ha aggiunto che Bio Farma potrebbe condurre prove nella seconda metà del prossimo anno. Oltre alla collaborazione tra Bio Farma e Sinovac, Mukti ha affermato che anche la società farmaceutica indonesiana Kalbe Farma e la società biotech sudcoreana Genexine hanno collaborato alla produzione di un vaccino. Anche in India sono in fase di sperimentazione diversi vaccini.

La Central Drugs Standard Control Organization (CDSCO) ha consentito a Bharat Biotech India (BBIL) di condurre studi clinici sull'uomo per "Covaxin", un candidato al vaccino Covid-19 sviluppato in modo autoctono . Le prove dovrebbero iniziare in tutta l'India a luglio. Il candidato al vaccino è stato sviluppato da BBIL in collaborazione con il National Institute of Virology (NIV). NIV ha isolato un ceppo del nuovo coronavirus da un paziente asintomatico Covid-19 e lo ha trasferito alla BBIL all'inizio di maggio. L'azienda lo ha quindi utilizzato per lavorare allo sviluppo di un vaccino "inattivato" - un vaccino che utilizza il virus morto - nella sua struttura ad alto contenimento a Hyderabad. Un altro vaccino in fase di sperimentazione in India è quello prodotto da Zydus Cadila, una delle principali biotech indiane con sede a Ahmedabad, Gujaratguidata da Pankaj Patel. "Abbiamo ottenuto - ha detto - l'approvazione per la fase 1 per combinare lo studio clinico e lo studio inizierà molto presto. Sulla base dei dati sugli animali, siamo incoraggiati a iniziare questo studio clinico. Sulla base dei dati dello studio clinico, decideremo e andremo avanti. Prevediamo che il processo sarà completato in circa tre mesi".

Oltre all'India anche dalla Nigeria arrivano notizie in merito allo sviluppo di un vaccino. Un gruppo di ricercatori delle università del paese sotto l'egida della task force per la lotta al Covid-19 guidata da Oladipo Kolawole, ha dichiarato di essere già riuscita a sviluppare un vaccino elaborato sulla base di campioni di virus raccolti in diverse regioni dell'Africa. "Il vaccino - ha detto Kolawole ai giornalisti dell'Università Adeleke nello stato di Eda in Nigeria - è reale. Lo abbiamo convalidato piu' volte. è destinato agli africani, ma funzionerà anche per gli altri. Funzionerà. Non puo' essere simulato. Questo è il risultato della determinazione. Ci sono voluti molti studi scientifici sforzi". Intanto arrivano i dati delle sperimentazione degli altri prodotti in fase piu' avanzata. Per esempio quelli di BNT162b1 il vaccino a base di RNA sviluppato dalla tedesca Biontech in collaborazione con Pfizer. BioNTech ha riferito che, dopo aver amministrato due dosi del farmaco BNT162b1, i 24 volontari sani hanno sviluppato dopo 28 giorni livelli di anticorpi superiori a quelli normalmente riscontrati nei soggetti contagiati. "Questi primi risultati mostrano che il vaccino produce attività immunitaria e provoca una forte risposta immunitaria", ha detto il co-fondatore e Ceo di BioNTech Ugur Sahin.

Meno incoraggianti, almeno a quanto riferiscono gli analisti di borsa che in queste ore monitorano da vicino le performance sperimentali dei vaccini, sono i risultati resi noti da Inovio,uno dei progetti sostenuti dalla Fondazione Bill e Melinda Gates. Inovio ha reso noti i dati del vaccino a base di DNA INO-4800 che ha stimolato una "risposta immunologica" in 34 su 36 (94%) pazienti arruolati nella sua sperimentazione di fase 1, ma non ha definito la natura di tale risposta. In particolare, non ha rivelato quale percentuale di volontari nello studio ha prodotto anticorpi neutralizzanti verso SARS-CoV-2. Nel frattempo negli Stati UNiti è finita sotto osservazione anche l'Operazione Warp Speed, il progetto ben finanziato dell'amministrazione Trump per lo sviluppo di vaccini COVID-19 a velocità record.

Durante un'audizione della sottocommissione del Senato incentrata su Warp Speed, sono emerse alcune opacità nella scelta dei vaccini che sono stati selezionati per i finanziamenti. "L'amministrazione - ha spiegato la senatrice Patty Murray (D-WA) in apertura dell'udienza - non ha ancora fornito alcuna spiegazione su come stia selezionando i candidati al vaccino, quali siano i rischi di restringere tale elenco o affrontare le preoccupazioni relative a potenziali conflitti nei contratti che precedono questa crisi". Nessun vaccino ha iniziato i grandi studi di fase 3 negli Stati Uniti. Giovedì, un investigatore che lavora sul candidato al vaccino di Moderna ha affermato che lo studio di fase 3 della società - che si prevede sarà il primo negli Stati Uniti - probabilmente inizierà alla fine del mese o all'inizio di agosto, piu' tardi di quanto ci si aspettasse .Questo ritardo ha indotto gli investitori ad allontanarsi dal titolo che è crollato in borsa. Chi procede invece a spron battuto è il vaccino dello Jenner Institute a cui partecipa anche l'italiana Irbm di Pomezia e che sarà sviluppato da Astra-Zenec, la cui sperimentazione è ormai consolidata in Inghilterra Brasile e Sudafrica.