Torna a salire il numero dei pedoni uccisi sulle strade

Torna a salire il numero dei pedoni uccisi sulle strade

Dall'osservatorio Asaps arrivano i dati: nel primo semestre 2020, sono 125 le vittime, rispetto ai 275 dell'ultimo dato disponibile del 2018. Il Lazio è la regione con il maggior numero di casi, 12 solo a Roma. Il “lockdown” ha inciso in modo importante sulla riduzione delle morti 

Torna a salire il numero dei pedoni uccisi sulle strade


AGI -  Tornano a salire i morti sulle strade: dall'osservatorio Asaps emerge che nel primo semestre 2020 hanno perso la vita 125 persone (quanto un intero condominio di alcuni piani) e nel mese di giugno appena trascorso, i morti sono stati 24. Il Lazio è la prima regione per numero di decessi in Italia.

ASAPS, Associazione Sostenitori e Amici Polizia Stradale, ha comunicato i dati del mese di giugno  e del primo semestre 2020 dell'“Osservatorio Pedoni” che si è aggiunto agli altri  (pirateria, contromano, stragi delle notti del fine settimana, incidenti con bambini,  sbirri pikkiati ecc.), con gli incidenti rilevati dalle Forze di Polizia e dalle Polizie Locali con i decessi degli utenti più deboli della strada.

In dettaglio, dal 1° al 30 giugno sono morti in Italia 24 pedoni, 17 uomini e 7 donne, 22 cittadini italiani e 2 stranieri, in netto aumento rispetto ai dati di maggio 2020, quando morirono 15 pedoni.

Il ritorno alla vita di tutti i giorni e la riapertura di attività commerciali ed imprenditoriali dopo l'emergenza “coronavirus” ha inciso sulla sicurezza stradale, con un picco di ben dodici decessi tra il 20 e il 30 giugno, in soli dieci giorni. Va ricordato che il dato di giugno 2018 (ultimi dati Aci-Istat rilevati) aveva visto in Italia ben 37 decessi tra gli utenti più deboli della strada.

La vittima più giovane in questo mese  aveva solo 14 anni, uccisa per mano di un automobilista a Roma, risultato positivo alle sostanze stupefacenti. I pedoni più anziani sono risultati due 87enni, investiti a Milano e ad Iglesias in Sardegna.

Questi dati sono stati raccolti tra i referenti di ASAPS sul territorio nazionale e dai mass-media, e sono ovviamente parziali (anche se indicativi), in quanto i dati che verranno poi ufficializzati da ACI-Istat terranno conto solo dei decessi avvenuti entro trenta giorni dall'incidente. Sono ben 41 i casi di investimenti di pedoni ricoverati in codice rosso in prognosi riservata, presso gli ospedali di zona, registrati a maggio in Italia.

Dall'inizio dell'anno 2020 sono 125 i pedoni morti sulle strade italiane, rispetto ai 275 dell'ultimo dato disponibile del 2018. Il “lockdown” ovviamente ha inciso in modo importante sulla riduzione delle morti di pedoni.

Sul dato di giugno 2020, ha influito perciò il ritorno ad un traffico anche congestionato su alcune strade urbane e anche una certa disabitudine alla guida di alcuni automobilisti che hanno affrontato la strada dopo alcuni mesi di “fermo” obbligato dai provvedimenti governativi, per l'emergenza epidemiologica derivata da “coronavirus”.

Nessun conducente nei 24 sinistri di giugno, era in stato di ebbrezza alcolica (rispetto agli 11 morti a gennaio perché il conducente era stato sorpreso in stato di ebbrezza alcolica e a zero a febbraio, e uno solo a marzo, aprile e maggio), uno era sotto l'effetto di sostanze stupefacenti (rispetto ai 2 del mese febbraio), ma sono stati ancora due i casi di pirateria stradale (un 31enne, ma anche un 87enne), un virus che non scompare sulle strade italiane (rispetto ad esempio ai 6 di gennaio).

I veicoli investitori si distinguono in: 21 autovetture, un autocarro, due motocicli. Sui 24 pedoni morti a giugno gli ultra65enni sono stati ben 9, per confermare che le persone più anziane sono quelle più a rischio. Le Regioni in cui sono avvenuti più sinistri mortali sono state la Lombardia (5), la Puglia (4), il Lazio (3), Veneto, Piemonte e Sardegna (2), Campania, Calabria, Marche, Umbria, Sicilia e Molise (1). In 9 Regioni o Province Autonome nessun decesso.

Passando all'analisi del primo semestre 2020, i 125 deceduti sono suddivisi in 83 uomini e 42 donne, con 101 cittadini italiani e 24 stranieri. I veicoli investitori sono stati autovetture, 12 autocarri, 3 motocicli, 2 autobus, 1 tram mentre sono 5 i veicoli sconosciuti perché guidati da “pirati” stradali in fase di rintraccio da parte degli organi di polizia stradale. Il più giovane dei pedoni deceduti aveva appena 6 anni, 4 avevano tra i 10 e i 20 anni di età e ben 54 avevano più di 65 anni, cioè il 43% di tutti i morti sulle strade italiane.

Sulle cause degli investimenti vanno ricordati i 14 casi di guida in stato di ebbrezza, 4 casi di guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti e ben 17 casi di pirateria stradale, il 13,6% del totale, un dato elevatissimo rispetto anche alle sanzioni penali introdotte dalla Legge nr. 41/2016 sull'omicidio stradale.

La Regione dove vi sono state più morti per investimento di pedoni sono il Lazio con ben 22 investimenti di cui ben 12 a Roma, seguita da  Lombardia con 13 di cui 3 a Milano, Toscana con 10, Piemonte ed Emilia Romagna con 9, Provincia Autonoma di Bolzano  (tutti nel tragico incidente dell'Epifania quando morirono 7 giovani turisti tedeschi), Veneto, Sardegna e Puglia con 7. In Friuli Venezia Giulia e in Valle d'Aosta zero decessi tra i pedoni nel primo semestre 2020.