Durante la pandemia 40.000 morti in più in Italia: per l'Istat non è un picco enorme

Durante la pandemia 40.000 morti in più in Italia: per l'Istat non è un picco enorme

Il presidente dell'Istituto, Gian Carlo Blangiardo, spiega che aumenti della mortalità anche più consistenti si sono già verificati in passato: ad esempio, nel 2015 si contarono 50.000 decessi in più dell'anno precedente. E il Covid non c'era.

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© Nicola Marfisi/AGF - Un funerale con un solo parente al seguito al cimitero di Seriate

AGI -  Secondo il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, "l'effetto Covid ha determinato circa 40 mila morti in più" rispetto alle attese di mortalità degli anni precedenti, ma "non si tratta di una crescita di mortalità enorme perché nel 2015 l'aumento dei morti è stato di 50 mila unità rispetto all'anno prima e nel '56 l'aumento rispetto al '55 e al '57 l'aumento è stato di 50 mila".

Blangiardo, nel corso dell'audizione in videoconferenza alla commissione Politiche Ue, nell'ambito dell'esame congiunto del "Programma di lavoro della Commissione per il 2020 - Un'Unione più ambiziosa", ha sottolineato: "È già successo in passato ma quello che è drammatico è la distribuzione territoriale".

La metà dell'aumento di mortalità è infatti stato assorbito da 5-6 province, tra cui Bergamo, Cremona, Torino, Aosta che "hanno avuto situazioni particolarmente drammatiche".    

"Da un po' di anni stiamo assistendo ad un allungamento progressivo della vita", ha ricordato Blangiardo, secondo cui nel 2020 l'epidemia porterà "a un leggero ridimensionamento su base nazionale ma drammatico a livello locale". In alcune province come Bergamo, Lodi Piacenza si tornerà alla sopravvivenza di venti anni fa.