Il paese italiano che intitola per primo una piazza agli eroi e i morti del Covid 

Il paese italiano che intitola per primo una piazza agli eroi e i morti del Covid 

Grazie all'amicizia di un cittadino con un professore di Cambridge, altre 3 città nel mondo faranno la stessa cosa in video collegamento

Coronavirus piazza Pianengo eroi Alberta Stoccolma

AGI  ​Da Pianengo, provincia di Cremona, l’idea, primi al mondo, di intitolare una piazza ai “morti e agli eroi del coronavirus”. Il progetto non solo diventerà presto realtà ma il 25 luglio, giorno in cui la memoria della pandemia diventerà un luogo di passeggio e incontro, anche altre due città nel mondo seguiranno l’esempio. “Tutto è nato alla fine di marzo, nel pieno del contagio - racconta all’AGI il sindaco Ernesto Roberto Barbaglio - quando un concittadino ha proposto di fare qualcosa perché anche chi verrà dopo di noi ricordi quanto successo e coltivi la gratitudine per chi si è speso così tanto per gli altri e il rispetto per chi se n’è andato. Il consiglio comunale ha preso subito a cuore l’idea pensando alla piazza del Municipio. Anche noi abbiamo avuto gravi perdite in questo periodo, Siamo un paese di 2500 abitanti e nei primi 4 mesi dell’anno abbiamo contato 17 morti quando di solito ce n’è uno, oltre a 43 contagiati”.

Il 'gancio' internazionale è arrivato grazie all’amicizia tra un abitante di Pianengo e un professore all’università di Cambridge: “Così ci siamo ritrovati ‘gemellati’ in questa iniziativa anche con Stoccolma, in Svezia, e Alberta, in Canada, che sono collegate con l’ateneo inglese. Siamo in contatto con le rispettive ambasciate e stiamo organizzando la cerimonia che sarebbe dovuta essere oggi ma abbiamo rimandato in attesa dell’autorizzazione della Prefettura per l’intitolazione”.

La nuova data è il 25 luglio, con inizio alle 18 e 30. “Ci sarà una Messa, poi l’esecuzione dell’inno nazionale da parte di un tenore del paese e poi i discorsi in video con Stoccolma e Alberta che, in contemporanea, lo stesso giorno inaugureranno le loro vie ai morti e agli eroi del Covid. Poi scopriremo le sculture e il canto finale sarà ‘Nessun dorma’”. L’obbiettivo è tenere sveglia la memoria perché  “la gente dimentica troppo in fretta quello che si è vissuto, anche in questi giorni vediamo comportamenti indicativi di questa rimozione".