I bimbi hanno pochi recettori per il coronavirus

I bimbi hanno pochi recettori per il coronavirus

L'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, spiega una teoria pubblicata sulla rivista medica americana Jama

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© Alberto PIZZOLI / AFP
 
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I bambini potrebbero non essere gli "untori" che molti temono, perché hanno pochi recettori per il coronavirus e questo non solo li renderebbe meno suscettibili all'infezione ma anche meno contagiosi. Lo sottolinea l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, riportando una comunicazione sulla rivista medica americana Jama. "Bambini untori? - scrive Lopalco - Che bambini ed adolescenti si ammalino piu' raramente di COVID19 e' evidente, ma ancora non e' ben noto quale sia il loro ruolo nella diffusione dell'infezione.

La domanda è: i bambini hanno minore probabilità di infettarsi (e conseguentemente trasmettere l'infezione) rispetto agli adulti? Questa comunicazione a JAMA contiene una prima evidenza importante: i bambini esprimono poco il recettore ACE2 - quello che il SARS-CoV-2 usa per infettare le cellule - nell'epitelio nasale. Il fatto di avere pochi recettori per il virus in quella che è la porta di ingresso delle infezioni respiratorie giustifica da solo la minore suscettibilita' dei bambini all'infezione. Se fosse così, dunque, i bambini oltre ad ammalarsi di meno si infetterebbero anche di meno e sarebbero meno contagiosi. Una buona notizia, conclude, anche se "attendiamo ulteriori conferme".