La sfortuna del Cocoricò, la pandemia dopo il fallimento

 La sfortuna del Cocoricò, la pandemia dopo il fallimento

L'imprenditore Enrico Galli: "Difficile pensare alla ripartenza, servono aiuti"

 Coronavirus Cocoricò Riccione 

 Una foto dell'interno della Piramide del Cocoricò pochi mesi prima della chiusura 

"Né io né il Cocoricò abbiamo avuto molta fortuna". Lo racconta Enrico Galli, noto imprenditore della notte di Rimini che solo pochi mesi fa ha rilevato la storica discoteca di Riccione, chiusa ormai da anni. Lo scopo era di rilanciare il locale già da questa primavera a seguito del fallimento decretato dal tribunale di Rimini a giugno del 2019. La storia, come noto, è andata diversamente: "Il restyling è a metà. Sono investimenti enormi che pesano, perché non abbiamo certezze sul futuro", racconta Galli, già proprietario della nota discoteca 'Altromondo Studios'.

"Non abbiamo date sulla riapertura né indicazioni su come riaprire", sottolinea l'imprenditore. 

"Abbiamo bisogno di date- spiega ancora Enrico Galli - Io programmo la stagione artistica estiva nell’autunno precedente. Se anche ci dicessero ora 'tra un mese riaprirete’ mi troverei in difficoltà". Secondo il guru della notte romagnola è difficile ipotizzare come ci si divertirà in discoteca nella Fase 2:

"È difficile a dirsi - spiega Galli - io gestisco locali che hanno sempre fatto massa. Non credo alla riconversione in ristoranti-lounge, anche se c’è chi segue questa corrente di pensiero. Ok termoscanner e sanificazioni, ma non è possibile contingentare questi tipi di eventi. L’unica cosa è attendere restrizioni più o meno accettabili". Una situazione che sta mettendo a serio rischio tantissimi locali che potrebbero non riaprire mai più.

"Speriamo in qualche aiuto del Governo, siamo stati i primi a chiudere e saremo gli ultimi a riaprire e - conclude Galli - fare eventi al chiuso con posti a sedere per 200 persone sarebbe anti-economico, dovrei far pagare un biglietto di ingresso da 200 euro".