Nelle discoteche sì alla misurazione temperatura ma no alla mascherina  

Nelle discoteche sì alla misurazione temperatura ma no alla mascherina  

Sono queste le proposte avanzate da Assointrattenimento, l’associazione di categoria che rappresenta le imprese di pubblico spettacolo e aderisce a Confindustria, per consentire la riapertura di discoteche e piste da ballo

fase 2 coronavirus discoteche

© Cristiano Laruffa / AGF 
- Una cubista nella discoteca Cocoricò

Misurazione della temperatura all’ingresso, accessi contingentati ai bagni, distributori di gel disinfettante dislocati in diversi punti e tavolini separati da barriere, ma niente mascherine. Sono queste le proposte avanzate da Assointrattenimento, l’associazione di categoria che rappresenta le imprese di pubblico spettacolo e aderisce a Confindustria, per consentire la riapertura di discoteche e piste da ballo. 

I primi locali a riaprire, si legge nel documento firmato dal presidente di Assointrattenimento Luciano Zanchi, dovrebbero essere quelli all’aperto: “I locali estivi, che di fatto sono giardini spesso anche di grande estensione dovrebbero essere agevolati e privilegiati nella riapertura”. “Essendo aree all’aperto non risulterebbero suscettibili di contribuire al contagio interpersonale alla stessa stregua di una spiaggia, di un litorale, di una piazza pubblica, di un parco divertimenti”, sostiene Zanchi. 

Nel testo consegnato alla task force di Vittorio Colao, Assointrattenimento avanza i propri suggerimenti: “Ogni avventore, prima dell’accesso al locale, sarà soggetto alla presa di temperatura. Se la temperatura eccedesse 37.5 gradi centigradi il cliente non sarà ammesso all’ingresso”. L’affluenza massima sarà “parametrata alle capienze dei locali stabiliti dalla Commissione di vigilanza” e gli ingressi dovranno avvenire rispettando le distanze di sicurezza. Per recarsi al bagno, l’idea è adottare le stesse regole che rispettiamo per andare a far la spesa, ovvero “con modalità contingentata, a seconda dei servizi igienici presenti”. E poi “tavoli e poltrone saranno posizionati ad una distanza di almeno due metri uno dall’altro e delimitati da opportune barriere”, mentre “alimenti e bevande saranno somministrati in bicchieri e stoviglie monouso”. Infine, gel disinfettante in diversi punti, “all’ingresso, nei bagni, ai banconi bar e al guardaroba”.

Zanchi assicura il “rispetto di tutte le disposizioni delle Autorità e della direzione del locale”, in particolare per quanto riguarda “l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza, l’osservanza delle regole di idonea pulizia ed igienizzazione delle mani e il mantenimento di comportamenti corretti sul piano dell’igiene”, ma nel testo non si fa cenno all’utilizzo di mascherine. Lo stesso Zanchi, intervistato dall’AGI pochi giorni fa, aveva d’altronde ammesso che “una pista da ballo dove le persone stiano a distanza di due metri e indossino la mascherina mi sembra inverosimile e impraticabile”, sottolineando il timore che eventuali norme di questo tipo finiscano per rivelarsi un rischio per le discoteche: “Non vorrei che accadesse che se due ragazzi si tolgono la mascherina per baciarsi la colpa venga addossata al gestore, con il rischio che il locale venga chiuso”. Per il personale, invece, la proposta di Assointrattenimento è di obbligare a indossare “mascherine chirurgiche o FFP2 senza valvola e guanti protettivi”. (AGI) RME/

L’intervista completa è disponibile in questo longform, nel quale abbiamo raccolto le proposte per la riapertura di ristoranti, discoteche e stabilimenti balneari.