Donna strangolata e gettata via, arrestati la nipote e due sicari

Donna strangolata e gettata via, arrestati la nipote e due sicari

L'orribile delitto commesso in provincia di Palermo. Il corpo della vittima era a pezzi, dilaniato anche dai cinghiali. I killer pagati oltre 15 mila euro

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 Angela Maria Corona, uccisa a Bagheria

Uccisa e gettata via. E' la fine orribile di una donna di 47 anni della provincia di Palermo. Un delitto efferato che ha pure un prezzo: circa 15.500 euro pagati in più soluzioni per eliminarla. La vittima è Angela Maria Corona, uccisa il 14 aprile: strangolata, rinchiusa i due sacchi neri dell'immondizia abbandonati in una scarpata lungo la strada provinciale che collega Bagheria a Casteldaccia dove è stata ritrovata con il corpo fatto a pezzi e su cui si sarebbero accaniti randagi e cinghiali.

A ideare il feroce delitto, la nipote, Maria Castronovo, 39 anni, che ha assoldato due sicari. I tre sono stati arrestati e condotti in carcere dai carabinieri, su disposizione del gip di Termini Imerese che ha accolto la richiesta formulata dalla procura. Tra le due donne i rapporti erano da sempre tesi e violenti. "La 39enne - spiega il procuratore Ambrogio Cartosio - si sarebbe rivolta a un ragazzo in gravi difficoltà economiche proponendogli di eliminare la zia a fronte di una corresponsione di denaro".

L'uomo si sarebbe fatto poi aiutare da un amico. Secondo quanto ricostruito dalle indagini - svolte dai militari della Compagnia di Bagheria guidata dal capitano Federico Lori e da quelli del gruppo Palermo, guidato dal tenente colonnello Angelo Pitocco, del comando provinciale di Palermo - si tratta di  due stranieri, un ivoriano (Guy Morel Dihei, 23 anni) e un maliano,(Toumani Soukouna, 28 anni). Da tempo residenti a Palermo, il loro permesso di soggiorno sarebbe però scaduto. Sono accusati di omicidio premeditato e occultamento di cadavere.

 A casa di Morel, nel corso della perquisizione, i militari hanno trovato i soldi ricevuti per commettere l'omicidio. Il movente fin da subito è stato ricercato tra le frequenti liti in famiglia. Maria Castronovo - pressata anche dalle indagini dei carabinieri e ancora ricoverata al centro ustioni dell'ospedale Civico di Palermo per bruciature che secondo alcuni testimoni sarebbero state provocate dalla zia con dell'acqua bollente durante un furioso litigio - avrebbe infine confessato. 

L'omicidio sarebbe avvenuto nella sua abitazione ed eseguito dai due sicari.  Dopo averla strangolata e aver avvolto il corpo in due sacchi di plastica, hanno gettato Angela Maria Corona in una zona poco frequentata e difficilmente accessibile, dove poi è stato rinvenuto dilaniato. "La donna ha riferito di essere stata presente in quel momento - ha spiegato il tenente colonnello Pitocco - ma che l'omicidio sarebbe stato materialmente eseguito dai due complici". Elementi e particolari, questi ultimi soprattutto, che saranno chiariti nel corso degli interrogatori di garanzia.