Al Pio Albergo Trivulzio si uniscono i reparti rimasti vuoti per i troppi morti

Al Pio Albergo Trivulzio si uniscono i reparti rimasti vuoti per i troppi morti

Lo spostamento avviene perché il numero degli ospiti è diventato così esiguo, a causa dei decessi, da non giustificare la dispersione dei pazienti in più posti

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© Claudia Greco/AGF - La sede del Pio Albergo Trivulzio

L'accorpamento di due reparti, in apparenza un semplice transito di pazienti da un posto all'altro. In realtà, una nuova testimonianza di quanto sia grave la situazione al Pio Albergo Trivulzio, la casa di riposo milanese al centro di un'inchiesta della procura di Milano per omicidio ed epidemia colposa.

Come spiegato da alcuni operatori sanitari sentiti dall'AGI, si sta valutando lo spostamento dei pazienti dal Pringe, destinato al primo intervento geriatrico, al Ronzoni, area dedicata alla riabilitazione, perché il numero degli ospiti è diventato così esiguo, a causa dei decessi, da non giustificare la dispersione dei pazienti in più posti.  

II Pringe è il reparto dove, il 13 marzo scorso, arrivarono 17 pazienti dall'ospedale di Sesto San Giovanni, sulla cui positività o meno nulla si è saputo perché i tamponi non vennero fatti.

L'ingresso di queste persone, sulla base dell'ormai nota delibera regionale dell'8 marzo, è uno dei punti su cui si focalizza l'attenzione del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dei pm Mauro Clerici e Francesco De Tommasi, che oggi hanno rimandano la guardia di finanza nella sede della Regione per completare l'acquisizione di documenti ritenuti utili.

Dal Pat arriva anche una buona notizia: l'arrivo di mille tamponi destinati agli operatori sanitari, tra le cui fila sono sempre di più gli infettati, e ai degenti.