Bigliettini scritti a mano con messaggi di incoraggiamento per i pazienti

Bigliettini scritti a mano con messaggi di incoraggiamento per i pazienti

L'iniziativa del reparto di ortottica dell'ospedale Oftalmico di Torino: "speriamo sentano l'affetto che c'è nei loro confronti"

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Un bigliettino scritto a mano,con pennarelli colorati di augurio ed incoraggiamento per chi in questi giorni ha dovuto trascorrere la Pasqua in ospedale, in isolamento, a causa del coronavirus. A lanciare l'idea i sanitari del reparto di ortottica dell'ospedale Oftalmico di Torino. Da alcune settimane, infatti, tre piani del nosocomio torinese sono diventati Covid, ospitando una sessantina di pazienti.

"Noi - racconta la dottoressa Rosa Parolisi, ortottista - non siamo direttamente coinvolti nella cura di questi pazienti ma ci sembrava giusto, in qualche modo fare sentire la nostra vicinanza". Da qui l'idea: chiedere ad amici e colleghi di inviare whatsapp, frasi e messaggi di incoraggiamento a chi in questo momento sta soffrendo a causa della malattia. "Siamo stati subissati di messaggi e questo ci ha fatto molto piacere. Li abbiamo trascritti su bigliettini, legati con un nastrino colorato, messi in una scatola e consegnati alle caposala dei piani Covid. Speriamo che i pazienti riescano a percepire tutto questo affetto che c'e' nei loro confronti e che questo li possa aiutare anche a sentirsi meno soli". "Come ortottisti - aggiunge - abbiamo voluto ringraziare con l'omaggio di una colomba accompagnata da un biglietto i colleghi impegnati in prima linea".

Molti ortottisti sono già impegnati, avendo dato la disponibilità, nel servizio di triage all’ingresso dell'ospedale ma l'idea è di riuscire ad essere maggiormente coinvolti con la disponibilità di tenere i contatti tra i parenti e i malati. "In queste settimane in cui si sente parlare solo di malattia, di cifre, si percepisce l'angoscia - osserva la dottoressa Lara Cavaglià - è importante fare emergere il lato umano, è importante riuscire a portare un po' di sollievo. E anche chi non è a stretto contatto con questi pazienti, come noi ortottisti, può sicuramente fare la propria parte".