"Il digital divide frena la didattica a distanza"

"Il digital divide frena la didattica a distanza"

I presidi fanno il punto sulle difficoltà tecniche che pesano sulle lezioni online

Coronavirus presidi didattica

© Sue Barr / Image Source
- Scuola studenti 

Da qualche settimana prof e studenti si cimentano ogni giorno con la didattica a distanza, ma il percorso non è sempre facile. E sono i capi di istituto a raccogliere le segnalazioni di criticità. "Ci sono situazioni di difficoltà - ammette il segretario dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli - la difficoltà maggiore è quella di raggiungere gli studenti che non hanno accesso a internet. Alcuni di loro hanno il computer ma non hanno una linea di connessione, per cui l'insegnante che tiene la lezione a distanza si trova nell'impossibilità di contattarli".

"D'altro canto - sottolinea Giannelli - un rapporto dell'Istat di due anni fa affermava che un quarto delle famiglie italiane non accede a internet. E' un dato probabilmente modificato, ma indica che l'Italia non è un paese moderno da questo punto di vista, perciò il governo ha stanziato 85 milioni per consentire alle scuole di acquistare computer, device e stipulare connessioni da mettere a disposizione degli studenti meno abbienti. Non si tratta di somme altissime - precisa Giannelli - alla fine sono poche migliaia di euro per ogni istituto, però sono importanti". 

Ma questi soldi stanno arrivando? "Molte scuole li stanno ricevendo - spiega il capo dei presidi - e comunque una volta che l'istituto è stato autorizzato alla spesa, anche se non ha ricevuto l'accredito sul conto corrente, può comunque fare l'ordine di acquisto". Secondo Giannelli, da questa crisi emerge che il computer non è più solamente un oggetto di svago, ma "è uno strumento indispensabile al lavoro e allo studio, al quale tutti hanno diritto di accedere".