I 600 sanitari dal mondo in Lombardia per combattere il coronavirus

I 600 sanitari dal mondo in Lombardia per combattere il coronavirus

Arrivate equipe di medici e infermieri da Cina, Russia, Usa, Cuba, Albania e Polonia. In Germania curati 70 italiani

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Arrivano da sei paesi, Cina, Russia, Stati Uniti, Cuba, Albania e Polonia per un totale di quasi 600 sanitari tra medici e infermieri, le equipe straniere che coadiuveranno la sanità lombarda nella lotta contro l'epidemia di coronavirus. A questi si aggiunge l'apporto della Germania, che cura 70 pazienti italiani trasferiti in otto regioni diverse. Ecco il contributo dei singoli Stati e come sono distribuiti sul territorio.

Cina - è la presenza più numerosa, a pieno regime dispiegherà ben 300 tra medici, infermieri e tecnici. Un primo staff (9 tra medici e infermieri) è arrivato a Roma il 12 marzo, ha supportato il personale medico all’ospedale Spallanzani di Roma, prima di far visita ai ‘reparti Covid’ dei nosocomi di Padova, Pavia e Milano. Il secondo gruppo di medici arrivato dalle province dell’Hubei e del Fujian, 13 persone in tutto, è ancora a Milano e si sta dividendo tra gli ospedali Sacco, San Raffaele e San Luca. Mentre il terzo staff, anche in questo caso medici con diverse specializzazioni e infermieri, sono a Firenze, ospedale Careggi. Queste missioni hanno tutte la durata di due settimane. 

Nelle prossime settimane nuovi arrivi, con una distribuzione centrata in Lombardia, passibile comunque di modifiche in base a nuove esigenze: Cremona (25 infermieri e 12 medici), Crema (25 infermieri e 12 medici), Seriate (25 infermieri e 17 medici), Bergamo Papa Giovanni XIII (25 infermieri e 12 medici), Brescia Spedali Civili (25 infermieri e 15 medici), San Matteo Pavia (25 infermieri e 12 medici), Lecco (25 infermieri e 12 medici) Asst 7 Laghi di Varese (25 infermieri e 12 medici) Treviglio (25 infermieri e 12 medici). Un aiuto imponente. D'altra parte l'attenzione della Cina alla Lombardia era stata già testimoniata dalla visita a Milano, lo scorso 19 marzo, del  vicepresidente della Croce rossa cinese, Sun Shuopeng, che in quell'occasione  aveva ammonito: "Qui non avete misure abbastanza severe. C'è gente in strada, i trasporti pubblici funzionano, avete persone negli hotel, non mettete le maschere".

Cuba - un team di 52 tra medici e infermieri, arrivato sbarcando dalla scaletta dell'aereo con la bandiera cubana, è già attivo a Crema, dove martedì è stato inaugurato un ospedale da campo in cui a oggi sono ricoverati 28 malati di Coronavirus, 22 uomini e 6 donne, ricoverati. L'equipe cubana è stata ospitata in due strutture cittadine, una della Diocesi e una alberghiera e nei giorni scorsi ha dovuto far fronte al problema dell'abbigliamento troppo leggero con cui sono arrivati gli operatori; da parte dei cremaschi vi sono state cosi' diverse donazioni di giubbotti e felpe, forniti in primo luogo dalle squadre locali di calcio e volley.

I sanitari cubani hanno avuto dapprima incontri per conoscere la situazione e definire l'organizzazione dell'ospedale da campo, allestito nel parcheggio di fronte al Pronto Soccorso, e degli altri reparti, e successivamente sono stati integrati insieme al personale italiano dell'Ospedale Maggiore per garantire un'omogenea applicazione di protocolli e cure.

Stati Uniti - a Cremona agisce il team medico della Ong americana Samaritan Purse, giunto la scorsa settimana com la dotazione completa di un ospedale da campo. La struttura e' in grado di ospitare 60 posti letto, di cui 8 dedicati alla terapia intensiva, con 60 operatori tra medici di primo e secondo livello e personale sanitario, che si distingue anche per il particolare fervore religioso. "Trattiamo i pazienti come in un ospedale - afferma sul sito della Ong l'assistente Stephanie Morales - ma aggiungiamo anche delle preghiere, in più ci mettiamo Gesù e le preghiere per i nostri pazienti. Loro le desiderano".

Il team, che risponde agli ordini del direttore sanitario Kelly Suter ha portato in dotazione anche farmaci e attrezzature necessarie a fronteggiare l'emergenza, respiratori, ossigeno, strumenti di radiodiagnostica e un laboratorio di supporto. L'attività della Ong americana avviene in stretto collegamento con l'ospedale Maggiore attraverso la condivisione delle cartelle cliniche dei ricoverati e l'invio dei pazienti Covid 19 positivi, una volta effettuato il triage. L'Organizzazione umanitaria della Chiesa Evangelica Samaritan's Purse vanta una solida esperienza negli interventi sanitari in zone d'emergenza in tutto il mondo, con protocolli di sicurezza consolidati per pazienti e personale sanitario.

"Siamo in Italia per fornire cure salvavita nel Nome di Gesù alle persone che soffrono", dichiara il Presidente della Ong Franklin Graham, "C'è molta paura e panico in tutto il mondo, ma ci affidiamo a Dio e vogliamo condividere questa speranza con gli altri. Per favore, continuate a pregare per tutti coloro che sono colpiti da questa crisi sanitaria globale e per il nostro team medico mentre intervengono".

Russia - a Bergamo saranno operative 32 equipe russe da 4 sanitari ciascuno, per un totale di 128 persone, attive nell'ospedale da campo costruito dagli Alpini all'interno della fiera di Bergamo per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. Si tratta di medici e infermieri militari che collaboreranno insieme ai 150 sanitari e tecnici volontari degli Alpini. Saranno affiancati anche dai medici di Emergency che metteranno a disposizione le loro competenze in campo di lotta al virus, acquisite durante la lotta all'Ebola in Africa.

Le equipe, che sono arrivate qualche giorno fa, stanno facendo un periodo di training nell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e da giovedì prossimo saranno operative. Avranno con loro un interprete in lingua. Usufruiranno anche dell'aiuto di due medici russi madrelingua che lavorano da molti anni all'interno dell'ospedale pubblico bergamasco e che serviranno da collegamento tra i reparti. Per facilitare il lavoro si pensa di dedicare due ali della grande struttura alla cura delle squadre russe, con la supervisione costante della direzione sanitaria dei medici.

Albania - sono 30 persone, 10 medici e 20 infermieri, arrivati domenica a Brescia per rafforzare il presidio sanitario sul territorio. A volere il loro invio il premier albanese in persona, Edi Rama, che alla loro partenza aveva dichiarato: "Non siamo privi di memoria, non possiamo non dimostrare all'Italia che l’Albania e gli albanesi non abbandonano mai un proprio amico in difficolta'. Oggi siamo tutti italiani, e l'Italia deve vincere e vincera' questa guerra anche per noi, per l'Europa e il mondo intero”. 

Polonia – attesi lunedì 30 marzo 15 medici polacchi, destinati agli Spedali Civili di Brescia. Si tratta di specialisti in terapia intensiva e rianimatori, suddivisi in tre squadre di medicina di emergenza. I medici saranno su un volo militare umanitario nell’ambito di una missione dell’Istituto Militare di Medicina e del Centro Polacco per l'Aiuto internazionale. La missione verrà interamente finanziata dalle risorse dell'Istituto Medico Militare polacco.

Germania – nessuna equipe inviata, ma un aiuto concreto nella cura dei pazienti che sovraffollano gli ospedali lombardi e che vengono trasferiti nelle case di cura tedesche. In totale sono circa 70 i malati distribuiti in 8 diversi Laender, tra cui la Sassonia, la Baviera, Berlino, in una gara di solidarietà tra le varie regioni. Gli ultimi sei sono arrivati sabato da Bergamo. Si tratta quasi sempre di malati gravi, che vengono trasportati su aerei della Luftwaffe. La Germania accoglie anche 30 pazienti francesi. L'accoglienza dei malati in arrivo dalle zone piu' colpite dalla pandemia e' stata definita "un segno di solidarieta'" dalla ministra alla Difesa tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer, secondo la quale "l'Europa deve restare unita, naturalmente rimaniamo al fianco dei nostri amici". In termini simili si e' espresso il titolare degli Esteri, Heiko Maas: "La solidarieta' e' la chiave anche per superare la crisi del coronavirus", ha scritto su Twitter.