I robottini assistenti nelle corsie dell'ospedale di Varese

I robottini assistenti nelle corsie dell'ospedale di Varese

Quella della struttura lombarda non è l'unica buona notizia. A Torino, ad esempio, nei giorni dell'emergenza, si registrano più nascite 

Coronavirus robot ospedale Varese

© Frank and Helena  - Ospedale (Agf) 

Sei robottini in corsia per aiutare medici e infermieri impegnati in prima linea nella dura battaglia contro il coronavirus. Accade all'ospedale di Varese, dove i sei robot dal viso simpatico e dalle dimensioni di un bambino, aiuteranno il personale sanitario nell'assistenza a dodici pazienti affetti da Covid-19, un robot ogni due pazienti.

Entrano nelle camere e permettono il monitoraggio a distanza: grazie alla telecamera di cui sono dotati, il personale vede il paziente e il monitor che ha accanto senza accedere fisicamente alla stanza, riducendo così il consumo di dispositivi di protezione e risparmiando tempo, compreso quello per la vestizione e la svestizione. Ma non solo: per loro tramite, infatti, medici e infermieri possono anche parlare al paziente e, se non ha il casco per l'ossigeno, lui può rispondere. 

Una notizia positiva, in questi tempi di emergenza da Covid-19 arriva  dal Sant'Anna di Torino, il più grande ospedale ostetrico-ginecologico della regione, dove dal 23 febbraio, nei giorni di inizio dell'emergenza, al 17 marzo si è registrato un aumento delle nascite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: 462 rispetto ai 394 dello stesso periodo del 2019. I nomi più gettonati? Leonardo, Lorenzo, Gabriele, Mattia per i maschi, Alice e Matilde per le femmine.

​Per "sopportare" meglio questi giorni di quarantena, si moltiplicano le iniziative di enti ed associazioni culturali. Tra questi quelli di tanti teatri che si spostano dai palcoscenici di tutta Italia sui social. Tra questi il Teatro Stabile del Veneto che, in attesa di riprendere gli spettacoli dal vivo, ha unito le forze con il Teatro Stabile di Bolzano, il Rossetti e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, inaugurando una tournée digitale, "Una stagione sul sofà" per regalare alcuni weekend di intrattenimento. A partire da oggi nella Giornata Mondiale del Teatro, ogni venerdì, sabato e domenica alle ore 20, questi teatri trasmetteranno in streaming sui propri canali Youtube il video integrale di uno spettacolo teatrale.

Non solo teatro ma anche libri per sopportare meglio la chiusura delle librerie in seguito alle misure intraprese contro il diffondersi del virus. In questa direzione prosegue, e non si ferma #leggiamounastoria, la staffetta letteraria social di #ioleggoperché, l’iniziativa nazionale per la creazione e il potenziamento delle biblioteche scolastiche, organizzata e promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE).

Sono arrivati ormai a un centinaio, infatti, i video di scrittori e scrittrici che - grazie al supporto delle case editrici e alla collaborazione con Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria – accompagneranno con una lettura, un breve testo, un messaggio postato ogni giorno sui canali social del progetto e sul sito www.ioleggoperche.it la community che da cinque anni segue il progetto. Dopo la partenza con Rudy Zerbi, ambassador dell’iniziativa, questa seconda settimana ha visto – tra gli altri – autori come Silvia Avallone, Chiara Francini, Aldo Simeone, e ora la staffetta prosegue con Luigi Garlando, Alessandra Sala e Matteo Saudino. Da lunedì una nuova sorpresa: Luciana Littizzetto, ambassador di #ioleggoperché, dà appuntamento ai lettori per tre giorni consecutivi con le filastrocche di Gianni Rodari (online alle ore 16 di lunedì 30 marzo, martedì 31 e mercoledì 1 aprile).

Tante ancora e da più parti le offerte e gli aiuti: un messaggio, in questo senso, arriva con un tweet da Lapo Elkann, che annuncia:"altre scatole di mascherine sono in viaggio dagli USA. Destinazione finale di questa prima donazione #Torino #Bergamo #Napoli e #Palermo. Grazie a Chiara Appendino, Giorgio Gori, Luigi De Magistris e Leoluca Orlando". 

Non manca chi, invece, cerca di utilizzare l'attuale emergenza per fini non esattamente leciti: la scorsa notte, a Firenze, un diciassettenne di origini straniere, fermato dalla polizia, dopo avere messo a segno un colpo in un locale del centro storico, ha minacciato gli agenti gridando: "ho il coronavirus, vi contagio tutti”.  Il giovane è stato arrestato.