Il sindaco 'Virgilio' che accompagna i morti al cimitero del paese

Il sindaco 'Virgilio' che accompagna i morti al cimitero del paese

Pietro Fiori è il primo cittadino di Castelleone, provincia di Cremona, dove in un mese sono morte 27 persone

Coronavirus Castelleone sindaco cimitero

© Nicola Marfisi/AGF - Un funerale con un solo parente al seguito al cimitero di Seriate

Pietro Fiori, insegnante di lettere e sindaco di Castellone, 9450 abitanti in provincia di Cremona, è stato soprannominato dai suoi concittadini ‘Virgilio’ perché si è preso la responsabilità di accompagnare i morti, altrimenti soli nell'ultimo pezzo di strada, al cimitero.  “Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus - racconta all’AGI - contiamo più di un centinaio di persone positive e dal primo marzo a ieri ne sono morte 27, 23 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

Uomini e donne che non possono avere un funerale e nessuno che li 'scorti' fino alla tomba. Lui ha deciso di stare assieme a loro, al camposanto del paese trasfigurato da chi gli ha dato il soprannome nell’inferno dantesco. Se siano tutte vittime del virus non lo sa: “Non ho dati ufficiali, di alcuni i familiari mi hanno detto che quella è stata la causa e lo hanno scritto sul certificato di morte. Ma il numero è troppo esiguo rispetto al totale. Tanti sono morti in casa, presumo almeno una quindicina”.

Il cruccio del sindaco “è che non stampano più i manifesti e a Castelleone questa  è una forma di comunicazione essenziale. Il cittadino ora si informa con la parrocchia o attraverso il sito cremanews che ci ha dato ospitalità per i necrologi”. “Così appena posso vado ad accompagnare i defunti anche per far vedere la presenza della cittadinanza ai familiari che di solito traspare dai manifesti. Poi, faccio altre due cose: vado in Chiesa e accendo sempre un lumino a don Bosco per tutti i castelleonesi, credenti o meno, in questo momento non vale la distinzione. E tutti i giorni quando passo dal cimitero, anche in auto, recito un ‘eterno riposo’ per tutti i morti che  non possono essere affiancati dai familiari. Il lutto di uno ora è il lutto di tutti”.

Del suo paese, che ha una rete di 175 associazioni, si dice “orgoglioso per l’enorme spirito di solidarietà che tutti stanno dimostrando”.  Un’immagine in particolare si porterà dentro: “Quando sono andato a consegnare una scatola di mascherine alla casa di riposo ‘Brunenghi’  un’impiegata che l’ha presa dal balcone si è commossa. Ecco, ho pensato, ora un pezzo di stoffa vale più dell’oro’. Non scordiamocelo quando finirà tutto questo".