"Non passa lo straniero": la battaglia del sindaco di Messina per chiudere lo Stretto

"Non passa lo straniero": la battaglia del sindaco di Messina per chiudere lo Stretto

I transiti giornalieri per la Sicilia hanno fatto registrare una costante diminuzione secondo il Viminale. Per il sindaco, però, non tutto viene detto e scoppia il caso Villa San Giovanni

Coronavirus Stretto messina Cateno De Luca

© Ugo Barbàra / Agi - La costa siciliana vista dal traghetto che parte da Villa San Giovanni diretto a Messina

Per i detrattori è 'Scateno' De Luca, ma di quell'epiteto lui ne ha fatto una bandiera. Il sindaco di Messina, che di nome fa in realtà Cateno, sullo Stretto ha armato i suoi cannoni virtuali. E lo 'straniero', assicura, non passa. Non devono passare, secondo lui, quelli che attendono a Villa San Giovanni, "taciuti dal Viminale per dimostrare la normalità di una situazione che normale non è".

Così parla di "depistaggio di Stato: si sottostimano volutamente i dati dei movimenti verso Messina per nascondere la realtà dei fatti.  Assistiamo ad attacchi a Musumeci e a me, come quelli del Viminale, e a colpevoli omissioni, oltre che a un sistema di controlli farlocco". De Luca al porto si reca spesso, ormai 'sezione decentrata' del municipio, per controllare di persona il sistema delle verifiche ad auto e passeggeri. A bordo del traghetto si è recato fino a Villa San Giovanni, per poi tornare indietro.

Punta il dito e alza i decibel in una instancabile diretta Facebook capace di ottenere fino a 150 mila visualizzazioni - senza mascherina - contro il caso di un centinaio di persone tra cui 20 minori "da ore a Villa San Giovanni, cui hanno somministrato anche pasti caldi invece di mandarli indietro. Una situazione non emersa dai dati forniti dal Viminale, nota da tempo e taciuta. Si è voluto tenere nascosto questo caso".

Quelle persone, giunte a bordo di una cinquantina di automobili, sono state bloccate a Villa San Giovanni senza poter traghettare in Sicilia, per effetto delle ultime restrizioni dettate dal governo per contenere il contagio del coronavirus. Si tratta di cittadini residenti in Sicilia, tra le quali anche una ventina di minorenni, che cercavano di raggiungere le loro abitazioni.

Tra loro, secondo quanto si apprende, operai che lavoravano al Nord e si sono trovati senza lavoro e senza casa per effetto della chiusura delle fabbriche disposta dal governo, ma anche un gruppo familiare di etnia rom che ha la residenza in Sicilia. Tutti sono stati controllati dalle forze dell’ordine che, in assenza di una delle cause giustificative tassativamente previste dal governo, li hanno bloccati in attesa che l’autorità decida in merito. Nel frattempo i siciliani rimasti bloccati in Calabria hanno dato vita a una manifestazione che ha rallentato il traffico di camion diretti in Sicilia. 

Accuse, quelle sue e del governatore Nello Musumeci, sull'assalto a Messina, smentito dal Viminale a sua volta smentito dal presidente delle Regione ("le foto parlano"): i transiti giornalieri per la Sicilia hanno fatto registrare una costante diminuzione dai 2.760 di venerdì 13 marzo ai 551 di domenica. In particolare,domenica sono traghettati da Villa San Giovanni a Messina 551 viaggiatori e 239 autovetture. 

Dei 551 viaggiatori, 136 sono risultati appartenenti alle forze dell’ordine che giornalmente attraversano lo Stretto per motivi di lavoro; i restanti 415 sono tutti risultati appartenenti alle altre categorie legittimate ad effettuare il traghettamento. Anche nelle ultime ore, del resto, sono giunte sotto gli occhi di Cateno De Luca, circa 30 auto, quasi tutte con a bordo pendolari. 

Ma Musumeci rilancia: "Fino a domenica erano centinaia le persone che entravano in Sicilia senza averne titolo perché il governo nazionale non aveva predisposto a Villa San Giovanni la barriera. E' lì che fino a domenica notte non c'erano i necessari controlli. Ho fatto la rimostranza al ministro dell'Interno che ha collocato 85 uomini in divisa a Villa San Giovanni, perché bisogna gridare per avere i propri diritti". Ridotte da 24 a 4 le corse di traghetti, soltanto per chi ne ha titolo. 

Firmata dal sindaco di Messina un'ordinanza che prevede l'istituzione di una banca dati dei passeggeri che devono attraversare lo Stretto e un servizio di prenotazione on line. Il nuovo provvedimento entrerà in vigore il 26 marzo alle 14. La mancata osservanza comporta salate sanzioni e il divieto di transito veicolare all'interno del territorio comunale.  

L'ordinanza anti-coronavirus dispone che i concessionari per il trasporto navale e ferroviario, istituiscano un servizio di prenotazione dei titoli di viaggio on-line mediante la creazione di una banca dati condivisa, nella quale dovranno essere inseriti i nominativi dei passeggeri, le ragioni dello spostamento, il luogo da raggiungere e l'indirizzo dove si intende trascorrere l'autoisolamento. La disfida dello Stretto continua.